Si sono svolti nella mattinata di giovedì 20 agosto, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Gravina in Puglia, i funerali di Nicola Mangione, 51 anni, morto dopo una colluttazione avvenuta il 13 agosto sotto la sua abitazione.
La vicenda resta al centro delle indagini dei carabinieri, impegnati a ricostruire con precisione la dinamica dell’episodio e ad accertare eventuali responsabilità. Gli investigatori mantengono al momento il massimo riserbo sugli accertamenti.
Secondo indiscrezioni non ancora confermate ufficialmente, Mangione avrebbe avuto una discussione con due giovani che avrebbe sorpreso nei pressi della propria abitazione, dove sarebbero stati intenti a spacciare.
Durante il confronto, il 51enne sarebbe stato spinto e sarebbe caduto a terra, battendo violentemente la testa. Le sue condizioni si sarebbero poi aggravate fino al decesso, avvenuto nelle ore successive.
Tra le ipotesi al vaglio vi sarebbe quella di una rottura di un vaso sanguigno cerebrale provocata dal trauma. Saranno tuttavia gli accertamenti medico-legali a stabilire la causa della morte e a chiarire l’eventuale collegamento con la caduta.
Restano ancora da definire diversi aspetti della vicenda, compresa l’esatta sequenza dei fatti e le eventuali responsabilità delle persone coinvolte. Le circostanze relative al presunto spaccio e alla presenza dei due giovani, così come ricostruite finora, non hanno ancora trovato una conferma ufficiale.
I carabinieri proseguono quindi gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto il 13 agosto e fare piena luce sulle cause che hanno portato alla morte di Mangione.
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