Caffè più caro a Bari: la tazzina aumenta quasi del 40% in cinque anni

Nel capoluogo pugliese il prezzo medio di un espresso al bar raggiunge circa 1,30 euro. L’incremento è tra i più elevati d’Italia, influenzato da materie prime, energia e costi di gestione

Il rito del caffè al bar diventa sempre più costoso per i consumatori italiani e Bari si distingue tra le città dove il prezzo della tazzina ha registrato uno degli aumenti più significativi negli ultimi anni. Nel capoluogo pugliese il costo medio dell’espresso è cresciuto del 39,5% in cinque anni, arrivando a circa 1,30 euro sia per il consumo al banco sia per quello servito al tavolo.

Il dato emerge da una rilevazione realizzata dal Centro di Formazione e ricerca sui consumi (Crc) insieme ad Assoutenti, basata sulle informazioni raccolte dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’indagine ha analizzato l’andamento dei prezzi del caffè nei bar delle principali città italiane, evidenziando differenze rilevanti tra territori e dinamiche economiche locali.

Nonostante il forte aumento registrato nel tempo, Bari mantiene un prezzo in linea con la media nazionale, fissata intorno a 1,29 euro per una tazzina di caffè. Tuttavia, considerando esclusivamente la crescita percentuale dei prezzi, la città pugliese si colloca ai primi posti della classifica nazionale, con un rincaro superato soltanto da Pescara e Parma.

A incidere sul costo finale non sono esclusivamente le quotazioni delle materie prime. Secondo l’analisi, il prezzo dell’espresso risente anche di altri fattori che hanno modificato il bilancio economico dei pubblici esercizi. L’aumento delle spese energetiche, dei costi di gestione e degli affitti ha contribuito in modo significativo alla crescita dei prezzi praticati dai bar.

Questa situazione riguarda in particolare le aree centrali e le zone caratterizzate da una forte presenza turistica, dove il valore degli immobili commerciali e i canoni di locazione hanno subito incrementi rilevanti. Anche a Bari il fenomeno ha avuto un impatto concreto, soprattutto nelle zone più frequentate della città, dove mantenere un’attività commerciale comporta costi sempre maggiori.

La classifica dei prezzi medi mostra che le cifre più alte si registrano soprattutto in alcune città del Nord Italia. Bolzano risulta il capoluogo con il caffè più caro, con un prezzo medio di 1,51 euro, seguita da Pescara con 1,49 euro. Superano la soglia di 1,40 euro anche località come Belluno, Parma, Trento, Padova, Ferrara, Ravenna, Trieste, Treviso e Udine.

Sul fronte opposto, i prezzi più contenuti si trovano prevalentemente nel Centro-Sud. Messina registra il valore medio più basso con 1,06 euro per tazzina, mentre Catanzaro si ferma a 1,08 euro. Restano sotto quota 1,20 euro anche città come Roma, Siracusa e Pistoia, oltre ad alcuni centri settentrionali come Aosta e Varese.

L’evoluzione del prezzo del caffè rappresenta quindi il risultato di una combinazione di elementi economici che coinvolgono l’intera filiera, dalla produzione alla gestione dei locali. La tradizionale pausa al bar, considerata per anni un’abitudine quotidiana dal costo contenuto, si trova oggi a fare i conti con un contesto caratterizzato da maggiori spese operative e da un generale aumento dei prezzi.

Redazione

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