Triggiano, Sandro Cataldo ritira la candidatura: “Una disfatta per la democrazia”

L’ex fondatore di ‘Sud al centro’ rinuncia dopo le polemiche legate all’inchiesta per presunta corruzione elettorale: “Presunzione d’innocenza ignorata”

Alessandro Cataldo non sarà candidato al Consiglio comunale di Triggiano per le elezioni amministrative del 2025. A pochi giorni dall’annuncio della sua discesa in campo, l’ex fondatore del movimento politico “Sud al centro” ha comunicato ufficialmente il proprio passo indietro, motivato dal clima di polemica generato dalla notizia del suo coinvolgimento in un’inchiesta per presunta corruzione elettorale, per la quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio.

L’annuncio e le accuse di strumentalizzazione

In una lunga nota, Cataldo ha sottolineato di aver accettato la proposta di candidatura “convinto dell’assoluta regolarità del mio agire e della totale estraneità ai fatti contestati”. A chiedere la sua candidatura, secondo quanto affermato, sarebbero stati i rappresentanti locali del centrodestra – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Democrazia Cristiana e Noi Moderati – insieme al candidato sindaco D’Alesio.

“Ho accettato con serenità, ben sapendo delle prevedibili strumentalizzazioni”, scrive Cataldo, che non risparmia critiche alla gestione politica della vicenda.

Cataldo accusa le segreterie provinciali e regionali dei partiti che inizialmente lo avevano sostenuto di aver poi preso le distanze, dichiarando pubblicamente che “non fosse opportuno” proseguire con la sua candidatura, anche se all’interno di una lista civica fiancheggiatrice del centrodestra e non in una lista di partito.

Il contesto giudiziario e politico

La rinuncia arriva in un momento delicato per la politica triggianese, con l’avvicinarsi delle elezioni e la formazione delle coalizioni in fase avanzata. Il nome di Cataldo, già noto per il suo coinvolgimento in passate esperienze civiche e politiche locali, è stato al centro di un’inchiesta giudiziaria che ha contribuito ad alimentare le tensioni interne alla coalizione.

Cataldo sottolinea il mancato rispetto del principio di presunzione d’innocenza, parlando apertamente di “disfatta per la democrazia”, e lasciando intendere che la sua rinuncia non rappresenti una sconfitta personale, ma un segnale d’allarme sul clima politico che si è venuto a creare.

Redazione

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