La Regione Puglia figura tra le 13 regioni italiane promosse dal Ministero della Salute per la capacità di garantire pienamente i livelli essenziali di assistenza (Lea). Questo risultato emerge dal rapporto sul Nuovo sistema di garanzia (Nsg), uno strumento che permette allo Stato di valutare e assicurare che l’erogazione dei Lea avvenga con qualità, appropriatezza e uniformità.
Nonostante i progressi, alcune criticità persistono. Nell’area della prevenzione, l’indicatore sugli stili di vita ha ottenuto un punteggio di 55,9, sotto la soglia di sufficienza. Anche la proporzione di persone che hanno effettuato test di screening di primo livello per mammella, cervice uterina e colon-retto ha registrato un punteggio basso (46,8).
Intervallo allarme-target dei mezzi di soccorso: punteggio di 57.
Consumo di farmaci antibiotici: punteggio di 47,9.
Numero di anziani non autosufficienti in trattamento sociosanitario residenziale: punteggio di 40,4.
Per quanto riguarda l’area ospedaliera, una delle criticità evidenziate è l’indicatore sui parti cesarei.
In risposta alle criticità rilevate, la Regione Puglia ha adottato misure per migliorare i dati, con particolare attenzione agli screening e all’assistenza domiciliare. Il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha sottolineato l’importanza di migliorare costantemente la qualità dell’assistenza per i cittadini pugliesi. Emiliano ha ricordato che, quando è diventato presidente, la Puglia era l’ultima regione nella classifica italiana dei Lea. Oggi, grazie al lavoro svolto negli ultimi anni, la Puglia è tra le regioni pienamente adempienti.
Il nuovo sistema di monitoraggio del Ministero della Salute si concentra non solo sugli aspetti quantitativi, ma anche su quelli qualitativi ed equitativi. “Vogliamo crescere e migliorare ancora”, ha dichiarato Emiliano, riconoscendo le potenzialità del sistema sanitario regionale e lodando le capacità e lo spirito di servizio dei professionisti del settore.
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