A Bari, il costo medio di una stanza singola raggiunge 426 euro al mese, confermando le difficoltà che interessano il mercato degli alloggi nelle principali città universitarie italiane.
Per contenere i prezzi, il Comune di Bari sta promuovendo il canone concordato, una formula che prevede che il valore dell’affitto venga determinato sulla base degli accordi territoriali, anziché essere stabilito liberamente tra proprietario e inquilino.
L’obiettivo è rendere le locazioni più accessibili e, allo stesso tempo, incentivare i proprietari attraverso specifiche agevolazioni fiscali.
A Bari sono previsti contratti dedicati agli studenti universitari fuori sede, con una durata compresa tra 6 e 36 mesi. Per accedere a questa formula, lo studente deve essere iscritto a un’università situata in un comune diverso da quello di residenza.
Tra le iniziative messe in campo c’è anche il “canone giusto”, disponibile attraverso il portale dell’Agenzia Sociale per la Casa. La piattaforma permette ai proprietari di verificare i vantaggi economici legati alla scelta del canone concordato.
Come spiegato dall’assessore comunale ai Controlli, alla Legalità, alla Trasparenza e all’Antimafia sociale Nicola Grasso, il Comune ha previsto una riduzione del 75% dell’Imu per gli immobili affittati con questa formula. È inoltre possibile beneficiare della cedolare secca al 10%, secondo le condizioni previste dalla normativa.
L’iniziativa, secondo quanto riferito dall’amministrazione, avrebbe già raccolto numerose adesioni.
Il Comune sta inoltre valutando ulteriori strumenti per ampliare l’offerta di abitazioni destinate agli studenti. In questo percorso sono previste possibili collaborazioni con il Politecnico di Bari e l’Università degli Studi di Bari, con l’obiettivo di individuare nuove soluzioni per l’emergenza abitativa.
L’amministrazione punta quindi ad agire sia sul fronte degli incentivi ai proprietari sia su quello dell’aumento degli alloggi disponibili. Il canone concordato rappresenta uno degli strumenti individuati per provare a rendere più sostenibili gli affitti per gli studenti fuori sede, in un mercato caratterizzato da una domanda abitativa elevata.
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