Il procedimento penale relativo al presunto sistema corruttivo connesso alla gestione di alcuni appalti della Provincia di Barletta-Andria-Trani entra in una nuova fase. Nel corso dell’udienza preliminare celebrata davanti al Tribunale di Bari, la giudice Rossana de Cristofaro ha riconosciuto la piena ammissibilità della costituzione di parte civile della Provincia Bat nei confronti delle persone fisiche imputate.
L’Ente era rappresentato dall’avvocato Antonio Maria La Scala, in qualità di difensore e procuratore speciale. La decisione della giudice consente quindi alla Provincia di partecipare al procedimento anche per far valere le proprie pretese risarcitorie in relazione ai fatti contestati dalla Procura.
La stessa udienza ha portato anche a un ampliamento delle accuse formulate nei confronti degli imputati. Il Pubblico Ministero ha infatti presentato alcune contestazioni suppletive, introducendo ulteriori ipotesi di reato e un’aggravante rispetto al quadro originario.
Tra le nuove contestazioni figura l’aggravante prevista dall’articolo 319-bis del codice penale, relativa alla corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, oltre al reato di turbata libertà degli incanti disciplinato dall’articolo 353 del codice penale.
L’ampliamento dell’imputazione ha determinato la necessità di garantire alle difese un adeguato termine per esaminare le nuove contestazioni e predisporre le proprie strategie processuali. La richiesta avanzata dai legali è stata accolta dalla giudice, che ha quindi disposto il rinvio dell’udienza.
Il procedimento tornerà davanti al Tribunale di Bari il prossimo 16 novembre, quando è prevista la prosecuzione dell’iter processuale e la discussione delle posizioni delle difese.
La vicenda giudiziaria barese costituisce uno stralcio per competenza territoriale di una più ampia indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani e condotta dalla Guardia di Finanza di Barletta.
L’inchiesta aveva raggiunto un passaggio significativo nel luglio 2024, quando erano state eseguite quattordici misure cautelari personali nell’ambito degli accertamenti su un presunto intreccio di irregolarità nella gestione di appalti e risorse pubbliche.
Una parte del procedimento è successivamente confluita davanti al Tribunale di Bari per ragioni legate alla competenza territoriale. Il fascicolo attualmente esaminato dal giudice barese riguarda, in particolare, un appalto relativo alle attività di indagine preliminare e caratterizzazione della discarica per rifiuti speciali non pericolosi gestita dalla società CO.BE.MA. S.r.l., nell’area di contrada Tufarelle, a Canosa di Puglia.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’affidamento, approvato nel 2017 per un importo di poco superiore a 45 mila euro, sarebbe stato eseguito in maniera non conforme a quanto previsto dal contratto. In particolare, le contestazioni riguarderebbero la mancata effettuazione di alcune verifiche ritenute fondamentali per accertare le condizioni di contaminazione del sito e della falda sottostante.
Nel procedimento la Provincia Bat ha inoltre avanzato una consistente richiesta risarcitoria. L’importo complessivo indicato dall’Ente ammonta a 1,9 milioni di euro, a fronte delle contestazioni che comprendono, tra le altre, le ipotesi di frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata e corruzione.
La quantificazione del danno comprende diverse voci. Per il danno patrimoniale emergente sono stati indicati 95 mila euro, somma collegata sia alla restituzione dei compensi corrisposti per attività che, secondo la contestazione, non sarebbero state svolte, sia ai costi previsti per interventi di messa in sicurezza e per l’esecuzione di carotaggi profondi.
Un’ulteriore voce, pari a 250 mila euro, riguarda il cosiddetto lucro cessante, che l’Ente collega al congelamento delle risorse destinate agli interventi di bonifica e alla conseguente perdita di opportunità economiche.
La Provincia ha inoltre quantificato in 600 mila euro il danno non patrimoniale, riferito alla presunta compromissione dell’immagine istituzionale dell’amministrazione nei confronti della cittadinanza e delle autorità europee. A questa cifra si aggiungono 100 mila euro per il danno da disorganizzazione amministrativa, che sarebbe stato subito dagli uffici provinciali in conseguenza delle vicende oggetto dell’indagine.
Il procedimento proseguirà dunque davanti al Gup di Bari il 16 novembre. In quella sede saranno esaminate le posizioni processuali alla luce anche delle nuove contestazioni formulate dalla Procura, mentre la Provincia Bat continuerà a partecipare al procedimento nella veste di parte civile.
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