Pomodoro fresco contro il grasso nel fegato: lo studio del De Bellis conquista l’attenzione internazionale

La ricerca dell’istituto di Castellana Grotte dimostra i benefici del consumo quotidiano di pomodoro nei pazienti con steatosi epatica. Il progetto “Pomosano” apre nuove prospettive nutraceutiche

Il pomodoro fresco, uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura pugliese, potrebbe avere un ruolo importante nella prevenzione e nel contrasto della steatosi epatica, una condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato.

A dimostrarlo è uno studio clinico condotto dall’Irccs De Bellis di Castellana Grotte, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Nutrients e capace di attirare l’attenzione anche della stampa estera.

Lo studio “Pomosano” e i risultati della ricerca

La ricerca, denominata “Pomosano”, ha coinvolto 79 pazienti affetti da steatosi epatica.

Lo studio ha analizzato gli effetti di un consumo quotidiano di pomodoro fresco associato alla salsa di pomodoro. I partecipanti hanno assunto per sei settimane circa:

  • 200 grammi di pomodoro fresco al giorno;
  • 50 grammi di salsa di pomodoro.

I risultati hanno evidenziato una riduzione significativa del grasso accumulato nel fegato, misurata attraverso il sistema FibroScan, con una diminuzione di circa l’11%.

Il pomodoro come alleato della salute

La ricerca trasforma così uno degli alimenti più rappresentativi della tradizione pugliese in un possibile strumento di prevenzione nutrizionale.

Il progetto è registrato sulla piattaforma internazionale ClinicalTrials.gov ed è stato finanziato dal Ministero della Salute.

L’interesse internazionale è cresciuto dopo la pubblicazione dei risultati, arrivati anche all’attenzione del quotidiano britannico Daily Mail, una delle testate più diffuse nel Regno Unito.

Il ruolo del licopene

Alla base degli effetti osservati ci sarebbe il licopene, una sostanza antiossidante presente in quantità elevate nel pomodoro.

Il professor Gianluigi Giannelli, direttore scientifico dell’Irccs De Bellis, ha ricordato come una precedente fase della ricerca, avviata nel 2023 su una popolazione di 969 persone, avesse già evidenziato un’associazione tra il consumo quotidiano di circa 10 milligrammi di licopene e una riduzione del 41% del rischio di sviluppare steatosi epatica.

Secondo Giannelli, i risultati dello studio clinico randomizzato sono particolarmente rilevanti anche considerando la durata relativamente breve dell’intervento nutrizionale.

Redazione

Seguici su

Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Intervento ad alta complessità a Castellana: l’équipe del dottor Vincenti utilizza la robotica per asportare...
Decaro annuncia i nuovi vertici di Asl, Irccs e aziende ospedaliere-universitarie: rinnovo anche per gli...
Approvato in giunta il nuovo avviso pubblico per le nomine ai vertici delle aziende sanitarie....

Altre notizie