Alga tossica, nuovi controlli sulle coste baresi: rilevata Ostreopsis ovata

Il monitoraggio di Arpa Puglia evidenzia concentrazioni elevate in diversi tratti del litorale, con particolare attenzione alle aree di Molfetta e Giovinazzo

La presenza dell’alga tossica Ostreopsis ovata torna sotto osservazione lungo il litorale barese, dopo i risultati dell’ultimo monitoraggio effettuato da Arpa Puglia nei primi quindici giorni di luglio. Le analisi hanno evidenziato diversi livelli di concentrazione della microalga in alcune zone costiere, confermando la necessità di mantenere alta l’attenzione soprattutto durante condizioni meteo marine favorevoli alla sua diffusione.

Tra i punti maggiormente interessati emerge quello della Prima Cala di Molfetta, dove i campionamenti hanno registrato una presenza definita “molto abbondante”. Un livello analogo è stato riscontrato anche nelle acque di Giovinazzo, altra area monitorata dall’agenzia regionale per la protezione ambientale. Le rilevazioni indicano quindi una situazione da seguire con particolare attenzione in questi tratti della costa.

Secondo gli esperti, però, è importante distinguere tra la quantità di microalga presente sul fondale e quella rilevata nella colonna d’acqua. La concentrazione sul fondo rappresenta infatti una sorta di riserva naturale dalla quale la microalga può successivamente disperdersi nell’ambiente circostante, soprattutto quando il mare diventa mosso e le condizioni favoriscono la formazione di aerosol marino.

Un quadro delicato riguarda anche la zona dell’ex lido “Il Trullo”, nell’area di San Giorgio. In questo caso Arpa Puglia ha classificato la presenza di Ostreopsis ovata come “abbondante” sul fondale. La situazione, tuttavia, non ha ancora raggiunto il livello di superamento dei limiti nella colonna d’acqua e viene quindi considerata sotto controllo, con un livello di attenzione intermedio.

Diverso il quadro per altre località della provincia barese. A Santo Spirito, nei pressi dell’ex lido Lucciola, la presenza della microalga è stata valutata come “discreta”, così come a Mola di Bari, dove i valori registrati risultano inferiori rispetto alle zone con maggiore concentrazione.

Il fenomeno non riguarda esclusivamente il territorio barese. In Puglia sono stati individuati altri due punti caratterizzati da una presenza “molto abbondante” di Ostreopsis ovata: Torre Canne, in provincia di Brindisi, e Porto Badisco, nel territorio di Lecce. Anche in queste aree il monitoraggio regionale ha evidenziato valori che richiedono attenzione da parte dei cittadini e dei frequentatori delle spiagge.

Il direttore del Centro regionale Mare di Arpa Puglia, Nicola Ungaro, ha spiegato che i dati raccolti confermano le segnalazioni arrivate nei giorni precedenti dai bagnanti. Il monitoraggio, secondo quanto riferito, permette infatti di confrontare le rilevazioni scientifiche con le condizioni percepite sul territorio, offrendo un quadro aggiornato della situazione.

Arpa Puglia ha inoltre comunicato il superamento dei limiti previsti nella colonna d’acqua per alcune aree specifiche, tra cui la Prima Cala di Molfetta e Torre Canne, dove sono state attivate le segnalazioni con la cosiddetta “bandierina rossa”. Per San Giorgio, invece, la presenza elevata sul fondale non ha ancora determinato un superamento dei parametri nella parte superficiale del mare, anche se il potenziale rischio legato alla nebulizzazione resta da monitorare.

La raccomandazione degli esperti riguarda soprattutto le giornate caratterizzate da mare mosso. Quando le onde aumentano e il moto dell’acqua favorisce la dispersione delle particelle, la tossina prodotta dall’alga può essere trasportata attraverso l’aerosol marino e provocare fastidi temporanei ai bagnanti, come irritazioni o disturbi respiratori in soggetti sensibili.

Arpa Puglia sottolinea che la presenza della microalga non comporta automaticamente il divieto di balneazione o di permanenza sulle spiagge. È però consigliato consultare gli aggiornamenti ufficiali e adottare maggiore prudenza nelle giornate con mare agitato, mentre in condizioni di acqua calma il rischio di esposizione risulta generalmente più contenuto.

Redazione

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