Triggiano celebra la memoria di Rocco Dicillo con due giornate dedicate alla legalità

Eventi, incontri e commemorazioni per ricordare il poliziotto caduto nella strage di Capaci insieme a Giovanni Falcone

Triggiano si prepara a rendere omaggio a Rocco Dicillo, agente della scorta del giudice Giovanni Falcone, ucciso il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci insieme alla magistrata Francesca Morvillo e agli altri uomini della sicurezza. A trentaquattro anni dall’attentato mafioso che sconvolse l’Italia, il Comune barese promuoverà due appuntamenti pubblici dedicati alla memoria del suo concittadino e alla diffusione della cultura della legalità.

La commemorazione ufficiale si svolgerà sabato 23 maggio con una cerimonia istituzionale che coinvolgerà rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose. La giornata inizierà alle ore 9.30 con il ritrovo presso la Chiesa Matrice di Santa Maria Veterana. Successivamente, alle 10.00, verrà celebrata la Santa Messa officiata dall’Arciprete Don Biagio Lavarra.

Al termine della funzione religiosa partirà una marcia commemorativa che attraverserà alcuni luoghi simbolici della città. Durante il percorso saranno deposte tre corone d’alloro in memoria di Rocco Dicillo. Il primo omaggio sarà reso in Piazza Vittorio Veneto, davanti alla targa monumentale collocata sul Palazzo Comunale. Il corteo raggiungerà poi Piazzale Martiri di Capaci, dove sorge la stele dedicata alle vittime dell’attentato mafioso, per concludersi al cimitero comunale davanti alla lapide dell’agente triggianese.

Alla commemorazione prenderanno parte numerose autorità istituzionali, tra cui il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il questore di Bari Annino Gargano, il sindaco di Triggiano Pino Toscano, il presidente del Consiglio Comunale Vito Procaccio e l’assessora alla Legalità Marina Fiore. Prevista anche la partecipazione delle Forze Armate e dei rappresentanti delle istituzioni civili e militari del territorio.

Le iniziative organizzate dal Comune intendono rafforzare il valore della memoria collettiva e riaffermare il contrasto a ogni forma di criminalità organizzata, mantenendo vivo il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita al servizio dello Stato.

Il programma dedicato a Rocco Dicillo inizierà già venerdì 22 maggio con un incontro pubblico intitolato “La Legalità in nome di Rocco Dicillo”, previsto alle ore 17.30 presso la Casa della Cultura che porta il nome del poliziotto. L’evento sarà focalizzato sul tema dei beni confiscati alle mafie e sul loro riutilizzo sociale, nel trentesimo anniversario della Legge 109 del 1996.

Secondo quanto spiegato dall’amministrazione comunale, l’obiettivo dell’incontro sarà quello di coinvolgere cittadini, scuole, associazioni e istituzioni in una riflessione condivisa sul significato della legalità come responsabilità quotidiana e strumento di crescita civile. Al centro del dibattito ci sarà il recupero dei beni sottratti alla criminalità organizzata e la loro trasformazione in spazi destinati alla collettività.

Il riutilizzo sociale dei patrimoni confiscati rappresenta uno degli strumenti più significativi nella lotta alle mafie, perché consente di convertire luoghi simbolo del potere criminale in presìdi di inclusione, partecipazione e sviluppo territoriale.

L’incontro sarà moderato dall’avvocata Livia Paola Addante e vedrà la partecipazione di magistrati, amministratori pubblici, studiosi ed esponenti del mondo associativo impegnati sui temi della legalità. Tra gli ospiti annunciati figurano Francesco Mattiace, consigliere della Prima Sezione della Corte d’Appello Penale di Bari, il sociologo e scrittore Leonardo Palmisano, l’assessore alla Legalità del Comune di Bari Nicola Grasso, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà della Regione Puglia Pietro Rossi e Michele Abbaticchio dell’associazione Avviso Pubblico.

Saranno inoltre presenti rappresentanti di realtà associative attive nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, impegnate quotidianamente nel recupero sociale e culturale di questi spazi.

Le due giornate promosse dal Comune di Triggiano si inseriscono in un percorso di memoria e partecipazione civile che punta a trasmettere soprattutto alle nuove generazioni il valore dell’impegno contro le mafie e della difesa della democrazia.

Redazione

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