Microinfusori per il diabete, in Puglia cresce la preoccupazione dei pazienti

La nuova gara regionale per la fornitura dei dispositivi obbliga centinaia di persone a cambiare terapia tecnologica, mentre opposizione e specialisti chiedono chiarimenti urgenti alla Regione

In Puglia si intensifica il confronto sulla gestione dei microinfusori per il diabete di tipo 1 dopo la conclusione della gara regionale destinata alla selezione dei nuovi fornitori dei dispositivi sanitari. La procedura, avviata nel 2024 e definita soltanto negli ultimi mesi, sta coinvolgendo oltre 400 pazienti tra adulti e bambini, chiamati a sostituire i dispositivi attualmente utilizzati, salvo casi clinici particolari adeguatamente certificati.

La questione è stata portata all’attenzione della Commissione Sanità del Consiglio regionale dai consiglieri pugliesi di Fratelli d’Italia, che hanno richiesto un’audizione urgente per approfondire gli effetti del cambiamento sulle persone affette da diabete e sui medici diabetologi impegnati nella gestione terapeutica.

Secondo quanto evidenziato dagli esponenti del partito, il passaggio ai nuovi microinfusori starebbe provocando difficoltà operative e disagi diffusi. Le criticità riguarderebbero soprattutto la continuità nell’erogazione di dispositivi e accessori da parte delle farmacie territoriali, con ritardi e problematiche che stanno incidendo sul regolare svolgimento delle terapie.

I consiglieri regionali hanno sottolineato come il contenimento della spesa sanitaria rappresenti un obiettivo importante per la Regione, alle prese con un quadro economico complesso. Tuttavia, ritengono necessario garantire ai pazienti una transizione graduale e organizzata, evitando ripercussioni sul percorso terapeutico.

Tra gli aspetti maggiormente evidenziati vi è la necessità di formazione legata all’utilizzo dei nuovi dispositivi. L’apprendimento del funzionamento di un microinfusore richiede infatti mesi di addestramento tecnico e clinico, oltre a controlli costanti della glicemia e incontri con personale specializzato. Per molti pazienti, quindi, il cambio improvviso potrebbe comportare ulteriori difficoltà nella gestione quotidiana della malattia.

La preoccupazione coinvolge anche le famiglie, che temono possibili interruzioni nella disponibilità delle forniture necessarie alla terapia insulinica. In diversi casi, secondo quanto riferito dai consiglieri regionali, i pazienti sarebbero stati costretti a tornare più volte nelle farmacie territoriali per ottenere materiali e accessori indispensabili.

Un altro punto al centro delle contestazioni riguarda il fatto che molti microinfusori attualmente in uso sarebbero ancora perfettamente funzionanti. La sostituzione anticipata dei dispositivi comporterebbe quindi anche uno spreco di risorse pubbliche, considerando che alcune apparecchiature erano state acquistate recentemente dal sistema sanitario regionale.

Le difficoltà non riguardano soltanto i pazienti. Anche i medici specialisti sarebbero chiamati a fronteggiare un incremento significativo del lavoro amministrativo e clinico. La transizione ai nuovi strumenti richiede infatti visite aggiuntive, aggiornamento dei piani terapeutici, nuove certificazioni mediche e attività di formazione dedicate all’utilizzo delle apparecchiature selezionate attraverso il nuovo appalto.

I rappresentanti regionali di Fratelli d’Italia hanno ribadito la necessità di un confronto immediato tra istituzioni sanitarie, associazioni dei diabetici e specialisti del settore. L’obiettivo dell’audizione richiesta è quello di chiarire le modalità operative della fase di passaggio ai nuovi dispositivi e individuare soluzioni condivise per uniformare il comportamento delle diverse Asl pugliesi.

Nel documento presentato viene inoltre sottolineato che i sistemi tecnologici per la somministrazione dell’insulina e il monitoraggio continuo del glucosio non sono equivalenti tra loro. Ogni dispositivo presenta caratteristiche differenti che richiedono adattamento, esperienza e personalizzazione sulla base delle esigenze del paziente.

La continuità terapeutica viene considerata un elemento essenziale nella gestione del diabete di tipo 1, soprattutto per chi utilizza strumenti tecnologici avanzati per il controllo della glicemia ventiquattro ore su ventiquattro. Da qui la richiesta di garantire tempi adeguati e supporto costante durante la sostituzione dei microinfusori.

La discussione approderà ora in Commissione Sanità regionale, dove verranno ascoltati rappresentanti delle associazioni dei pazienti, dirigenti sanitari, tecnici delle Asl e medici diabetologi. L’obiettivo sarà quello di valutare le criticità emerse e definire misure utili a ridurre i disagi nella fase di transizione verso i nuovi dispositivi previsti dalla gara regionale.

Redazione

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