La Regione Puglia ha definito una nuova strategia per contrastare la mobilità passiva, ovvero gli spostamenti dei pazienti verso altre regioni per cure e ricoveri, fenomeno che incide in modo significativo sul bilancio sanitario. Con una delibera approvata dalla giunta, è stato recepito lo schema di accordo bilaterale promosso dal Ministero della Salute, finalizzato a governare e ridurre questi flussi.
Il piano prevedeva la sottoscrizione di intese con le regioni che registrano il maggior numero di pazienti pugliesi, tra cui Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Veneto e Campania. L’obiettivo era monitorare in modo costante i flussi sanitari e contenere i costi, mantenendo comunque il principio della libera scelta del luogo di cura.
A coordinare le attività sarà il Dipartimento Salute, che guiderà un programma operativo coinvolgendo ospedali pubblici e, successivamente, anche le strutture private accreditate. Le Aziende sanitarie saranno chiamate a verificare la sostenibilità economica delle prestazioni erogate fuori regione, assicurando il rispetto dei vincoli di spesa.
Parallelamente, la Regione punta a rafforzare l’offerta sanitaria interna, intervenendo sui cosiddetti “DRG di fuga”, cioè le prestazioni che spingono i cittadini a curarsi altrove. Entro il 31 maggio, Asl e ospedali dovranno presentare piani mirati per migliorare qualità e capacità dei servizi nei settori più critici.
Il provvedimento ribadiva inoltre il rispetto dei tetti di spesa per i privati accreditati, in linea con la normativa nazionale, come parte di una strategia più ampia di equilibrio finanziario.
Nel complesso, l’iniziativa mirava a ridurre la dipendenza dalle cure fuori regione e valorizzare le strutture sanitarie pugliesi, migliorando l’accesso alle prestazioni e contenendo i costi per il sistema sanitario.
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