Protesi d’anca bilaterale in un solo intervento: la sperimentazione a Bari

All’ospedale Santa Maria è stata testata con successo una tecnica innovativa: 46 operazioni in 5 anni con approccio minimamente invasivo e recupero veloce

Una tecnica chirurgica avanzata, che prevede la sostituzione simultanea di entrambe le anche in un’unica operazione, è stata applicata presso l’ospedale Santa Maria di Bari, struttura appartenente al network GVM Care & Research e accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale. L’intervento, denominato “one-stage”, è stato protagonista di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Journal of Surgery and Research.

Nel quinquennio 2019-2023, l’équipe dell’unità operativa di Ortopedia diretta dal dottor Giovanni Vavalle ha eseguito 46 interventi di artroprotesi totale bilaterale d’anca, selezionando con attenzione i pazienti secondo criteri clinici stringenti. La procedura è stata riservata a soggetti affetti da coxartrosi severa bilaterale, con indice di massa corporea inferiore a 35, privi di gravi patologie sistemiche, anemie importanti o malattie cardiovascolari.

Un solo intervento, un solo ricovero, una sola riabilitazione. Questi sono i principali vantaggi sottolineati dal dottor Vavalle, che spiega come il protocollo sia stato realizzato tramite un accesso chirurgico anteriore diretto, abbinato a percorsi di recupero accelerato, secondo i principi del programma Eras (Enhanced Recovery After Surgery). Questo approccio multidisciplinare coinvolge anestesisti, internisti, cardiologi e fisioterapisti, con l’obiettivo di ottimizzare il recupero post-operatorio e minimizzare le complicanze.

La tecnica, ancora poco diffusa in Italia, permette di ridurre drasticamente i tempi di degenza, limitando allo stesso tempo lo stress chirurgico, le perdite di sangue e il dolore post-operatorio. I risultati raccolti durante lo studio prospettico confermano i benefici di un’unica anestesia e un’unica fase riabilitativa, con un impatto positivo anche sulla qualità della vita e il ritorno alle attività quotidiane e lavorative.

La selezione dei pazienti è stata rigorosa, a garanzia della sicurezza: la valutazione pre-ricovero include sempre il parere congiunto di ortopedico, cardiologo e anestesista. Secondo Vavalle, è proprio l’integrazione tra competenze e tecnologie avanzate a rappresentare la chiave per un’evoluzione sicura ed efficace nella chirurgia ortopedica.

Il successo dell’esperienza barese conferma l’efficacia del modello Fast Track applicato alla chirurgia protesica complessa, un ambito in cui la Puglia si pone all’avanguardia grazie alla sinergia tra ricerca clinica, innovazione e cura del paziente. L’articolo pubblicato contribuisce inoltre ad accrescere la visibilità internazionale di un protocollo che potrebbe rappresentare, in futuro, uno standard per pazienti idonei.

Redazione

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