Undici indagati a Lecce per frodi e corruzione nei fondi pubblici

Chiesti domiciliari per l’assessore Delli Noci: coinvolti imprenditori e funzionari pubblici

11 arresti, per presunta organizzazione criminale specializzata in corruzione, turbativa d’asta e frodi relative a finanziamenti pubblici. Le indagini, coordinate dalla Guardia di Finanza, si concentrano su presunte irregolarità nell’ambito dei Programmi Integrati di Agevolazione (PIA), strumenti finanziari destinati a sostenere lo sviluppo imprenditoriale tramite fondi pubblici. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe manipolato l’assegnazione delle risorse attraverso un complesso meccanismo di accordi illeciti, falsi progetti e pratiche corruttive, mirando a ottenere indebiti vantaggi economici.

Tra i principali destinatari delle misure cautelari figura l’assessore regionale alle Attività Produttive della Regione Puglia, per il quale sono stati richiesti gli arresti domiciliari. Il coinvolgimento dell’esponente politico è uno degli elementi di maggior rilievo dell’indagine, che punta a chiarire i collegamenti tra pubblica amministrazione e imprese private.

Accanto a lui risultano indagati il figlio del presidente dell’Acquedotto Pugliese, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Lecce, e due imprenditori locali. Gli investigatori contestano a vario titolo anche reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, della Regione Puglia e dell’Unione Europea, oltre a riciclaggio e auto-riciclaggio di denaro.

L’inchiesta ha portato inoltre all’esecuzione di sequestri preventivi da parte della Guardia di Finanza, volti a bloccare eventuali profitti derivanti dai presunti reati. Le operazioni si sono concentrate su beni mobili e immobili riconducibili agli indagati.

Il giudice per le indagini preliminari Angelo Zizzari ha fissato per l’11 giugno prossimo gli interrogatori preventivi, tappa fondamentale per verificare la fondatezza delle accuse e valutare l’adozione delle misure richieste dalla Procura.

Le autorità giudiziarie ipotizzano la presenza di una struttura organizzata e sistematica nella gestione fraudolenta delle risorse pubbliche, che potrebbe avere avuto ripercussioni significative sull’utilizzo dei fondi europei destinati allo sviluppo territoriale.

Redazione

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