La vertenza Brovedani continua a essere al centro del confronto istituzionale in Puglia. La Regione ha riunito la task force Occupazione per affrontare la situazione dello stabilimento di Modugno, destinato alla dismissione da parte del gruppo specializzato nella componentistica meccanica per il settore automotive. La decisione aziendale prevede il trasferimento delle attività produttive nella sede di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, con conseguenze dirette per circa 40 lavoratori.
L’incontro, convocato su richiesta delle organizzazioni sindacali e alla presenza dei rappresentanti dell’azienda, ha avuto l’obiettivo di individuare possibili strumenti per accompagnare la fase di crisi e tutelare il futuro occupazionale delle persone coinvolte. La riunione è stata presieduta dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro Eugenio Di Sciascio e dal presidente del Sepac Leo Caroli.
La Regione Puglia ha ribadito la volontà di mantenere aperto un percorso per il rilancio del sito di Modugno, intervenendo sia sul fronte della protezione dei lavoratori sia sulla ricerca di una possibile prospettiva industriale alternativa.
Secondo quanto emerso dal confronto, l’azienda avrebbe motivato la scelta della chiusura con la difficile situazione del comparto automotive e con le difficoltà competitive dello stabilimento pugliese. In particolare, i rappresentanti sindacali hanno riferito che Brovedani avrebbe evidenziato una perdita di commesse legata anche ai costi delle materie prime e dell’energia, oltre alla maggiore concorrenza internazionale.
L’assessore Di Sciascio ha espresso la contrarietà della Regione rispetto alla decisione di interrompere l’attività produttiva a Modugno, sottolineando come la trasformazione del settore automobilistico stia generando forti ripercussioni sull’intero sistema manifatturiero europeo.
“La transizione industriale in corso è particolarmente complessa, ma le scelte produttive devono tenere conto dell’impatto sulle persone e sui territori”, ha spiegato Di Sciascio, evidenziando la necessità di individuare soluzioni concrete prima della scadenza del contratto di solidarietà previsto per il 3 ottobre.
La Regione ha quindi chiesto all’azienda di avviare un confronto tecnico con gli uffici competenti per valutare gli strumenti disponibili e costruire una rete di tutela per i dipendenti. L’obiettivo non è soltanto affrontare l’emergenza occupazionale, ma anche evitare che la chiusura dello stabilimento rappresenti la perdita definitiva di competenze e professionalità maturate negli anni.
Il tavolo Sepac resterà aperto per accompagnare il percorso e valutare ipotesi di rilancio, riconversione o reindustrializzazione del sito di Modugno. Le istituzioni puntano infatti a individuare nuove opportunità industriali capaci di preservare il patrimonio produttivo presente sul territorio.
Anche i sindacati hanno evidenziato la necessità di trovare rapidamente una soluzione. Fim-Cisl e Fiom-Cgil di Bari hanno spiegato che, alla luce della cancellazione degli ordini da parte dell’unico cliente dello stabilimento, la produzione non dovrebbe riprendere nella data inizialmente prevista del 7 settembre.
Le organizzazioni sindacali hanno precisato che, durante il confronto, non è stato formalizzato alcun licenziamento e che i lavoratori resteranno coperti dal contratto di solidarietà per tutto il mese di settembre. Tuttavia, il prossimo incontro previsto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sarà considerato un passaggio decisivo per individuare alternative concrete.
L’obiettivo condiviso da Regione e sindacati è garantire la continuità occupazionale dei 40 dipendenti, valutando ogni possibile strada sia all’interno dell’azienda sia attraverso nuovi percorsi esterni. La vertenza, dunque, rimane aperta e le istituzioni intendono proseguire il confronto fino all’individuazione di una soluzione che possa salvaguardare lavoratori e territorio.
Il confronto nazionale al Mimit del 2 settembre rappresenterà un ulteriore momento di verifica, mentre la Regione ha annunciato la presenza ai cancelli dello stabilimento per incontrare direttamente i lavoratori e confermare l’impegno nella ricerca di una prospettiva futura per Modugno.
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