L’ospedale “Don Tonino Bello” di Molfetta prosegue il percorso di rinnovamento programmato per rendere la struttura più moderna, sicura ed efficiente. Tra le principali novità c’è il ritorno dell’Unità operativa di Urologia negli ambienti ristrutturati del primo piano del presidio sanitario, dopo un periodo trascorso in una sede provvisoria.
Il trasferimento rappresenta una tappa importante all’interno del progetto pluriennale di riqualificazione dell’ospedale, un piano di interventi destinato a migliorare la qualità degli spazi, l’organizzazione dei servizi e le condizioni di accoglienza per utenti e operatori sanitari.
Il percorso di ammodernamento non si ferma con il rientro del reparto. Gli interventi edilizi continueranno infatti in altre aree dell’edificio: il terzo piano, precedentemente utilizzato temporaneamente dall’Urologia, sarà ora interessato dalle attività previste dal programma di lavori. La gestione dei cantieri è stata organizzata in modo da garantire la continuità dell’assistenza, evitando interruzioni nelle prestazioni rivolte ai cittadini.
La programmazione progressiva degli interventi consente di conciliare le esigenze di ristrutturazione con il regolare funzionamento dell’attività ospedaliera. Il progetto comprende opere di consolidamento strutturale, interventi per l’efficientamento energetico e una completa revisione di diversi ambienti della struttura.
Sul fronte della sostenibilità sono previsti lavori dedicati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio, attraverso la realizzazione del cappotto termico, la sostituzione degli infissi e il rinnovamento degli impianti di climatizzazione con tecnologie più efficienti. Il piano include inoltre il rifacimento della facciata esterna e il recupero degli spazi destinati alla degenza.
Il reparto di Urologia del “Don Tonino Bello” negli ultimi anni ha consolidato il proprio ruolo all’interno della rete sanitaria della Asl Bari, grazie allo sviluppo di percorsi specialistici dedicati alla diagnosi e al trattamento delle principali patologie dell’apparato urinario e genitale.
L’unità operativa si è distinta in particolare per l’attenzione alla cura dell’incontinenza urinaria e delle patologie oncologiche urologiche, puntando su prevenzione, diagnosi precoce e personalizzazione dei trattamenti. Un elemento di innovazione è rappresentato dall’utilizzo della piattaforma per biopsie prostatiche “Fusion”, una tecnologia che integra immagini della risonanza magnetica con l’ecografia in tempo reale.
Questo sistema permette di aumentare la precisione diagnostica nei casi sospetti di tumore alla prostata, consentendo una valutazione più mirata e riducendo il ricorso a procedure non necessarie. L’attività specialistica riguarda anche i tumori della vescica e delle strutture vicine, con percorsi dedicati alla diagnosi e alla terapia.
L’offerta chirurgica comprende interventi per diverse problematiche, tra cui calcolosi urinaria, patologie tumorali, ipertrofia prostatica e disturbi legati all’incontinenza. Il reparto utilizza sia metodiche tradizionali sia tecniche mininvasive, con l’obiettivo di garantire trattamenti sempre più efficaci e meno invasivi.
I risultati dell’attività assistenziale confermano il ruolo crescente dell’Unità operativa. Nel corso del 2025 sono stati registrati 653 ricoveri ordinari, 523 interventi chirurgici e 7.432 prestazioni ambulatoriali, numeri che evidenziano il volume di lavoro svolto dalla struttura. Anche nei primi mesi del 2026 l’attività ha mantenuto un andamento significativo, con 293 ricoveri e 242 interventi chirurgici già effettuati nel primo semestre.
Accanto alla chirurgia e alla degenza, il reparto garantisce numerosi servizi ambulatoriali dedicati all’urologia generale, all’endoscopia urologica, alle biopsie prostatiche e ai programmi di prevenzione uro-oncologica. Sono inoltre attivi percorsi diagnostico-terapeutici specifici per la gestione dell’incontinenza urinaria.
Un settore particolarmente rilevante è quello del Centro per i disturbi dell’incontinenza, che accompagna i pazienti attraverso un percorso completo e multidisciplinare. L’assistenza comprende la riabilitazione del pavimento pelvico, procedure mininvasive e trattamenti avanzati come la neuromodulazione sacrale.
La neuromodulazione sacrale, conosciuta anche come “pacemaker vescicale”, rappresenta una delle soluzioni tecnologiche più innovative per migliorare la qualità della vita delle persone con disturbi urinari complessi.
Il ritorno dell’Urologia negli spazi rinnovati del primo piano si inserisce quindi in un progetto più ampio, che unisce innovazione sanitaria, miglioramento delle strutture e continuità dei servizi. L’obiettivo è offrire ai cittadini un’assistenza sempre più qualificata all’interno di un ospedale moderno e funzionale.
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