L’Università di Bari rafforzerà la propria presenza nella ricerca internazionale grazie a otto progetti finanziati dall’Unione europea per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro. I fondi arrivano principalmente dal programma Horizon Europe 2021-2027, con un’iniziativa sostenuta anche nell’ambito di Digital Europe. Le attività coinvolgeranno numerosi dipartimenti dell’ateneo barese in settori che spaziano dalla medicina all’intelligenza artificiale, passando per ambiente, sicurezza e formazione scientifica.
Tra i progetti sostenuti dall’Ue figura Cerebra-Ai, iniziativa dedicata allo sviluppo di una piattaforma di intelligenza artificiale general purpose, progettata per essere affidabile, spiegabile e adattabile a differenti contesti applicativi. Per l’Università di Bari parteciperà il Dipartimento di Informatica, coordinato dalla professoressa Claudia D’Amato, impegnato nella realizzazione di metodologie neurosimboliche e sistemi avanzati di spiegazione delle decisioni dell’AI.
Grande attenzione anche alle tecnologie del futuro con la nascita della European Quantum Academy, rete europea che coinvolgerà circa 70 partner internazionali. Il coordinamento per UniBa sarà affidato alla professoressa Milena D’Angelo. L’ateneo pugliese contribuirà attraverso il Master universitario di II livello in Scienze e Tecnologie Quantistiche, considerato una delle migliori pratiche europee nella formazione di competenze avanzate dedicate al settore quantistico.
Sul fronte della salute e delle nuove cure oncologiche, il progetto DIscOverNET svilupperà strategie terapeutiche innovative basate sul sistema immunitario. Il gruppo dell’Università di Bari, guidato dal professor Mario Cives, avrà un ruolo centrale nello studio dei linfociti infiltranti il tumore, cellule in grado di riconoscere e attaccare selettivamente le cellule tumorali. L’obiettivo sarà quello di favorire nuovi approcci di immunoterapia personalizzata.
Importante anche il contributo alla ricerca ambientale attraverso il progetto Seatrace, coordinato dal professor Roberto Carlucci. L’iniziativa analizzerà l’inquinamento marino nelle aree costiere dell’Oceano Atlantico, dell’Artico, dell’Oceano Indiano e del Mar Mediterraneo. Lo studio si concentrerà sulla presenza di miscele complesse di contaminanti e coinvolgerà un consorzio internazionale formato da 22 partner tra università, enti di ricerca e imprese. Per UniBa prenderanno parte i Dipartimenti di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente e di Medicina Veterinaria.
Nel campo della sicurezza europea è stato finanziato Air2Air, progetto internazionale che riunisce università, aziende e forze di polizia provenienti da diversi Paesi europei ed extraeuropei, tra cui Italia, Spagna, Germania, Austria, Romania, Polonia e Moldova. Responsabile scientifico per l’Università di Bari sarà Antonio Carnevale del Dipartimento Dirium. L’iniziativa punta a garantire il rispetto delle norme giuridiche e dei principi etici nello sviluppo di sistemi intelligenti di sorveglianza aerea destinati alla protezione delle frontiere europee.
L’ateneo barese sarà coinvolto anche nel progetto Amore – Advanced Monitoring for a Resilient Environment, rete di dottorato Marie Skłodowska-Curie coordinata dalla University of Ulster nel Regno Unito. L’obiettivo sarà formare nuovi ricercatori specializzati nel monitoraggio ambientale e nella qualità delle acque, con particolare attenzione alla rilevazione di PFAS, microplastiche, nanoplastiche e agenti patogeni. Per UniBa parteciperà il Dipartimento di Chimica coordinato dalla professoressa Maria Lucia Curri, insieme ai docenti Elisabetta Fanizza e Matteo Grattieri.
Tra i progetti finanziati compare anche Hit – Immaginari storici e regionali per le transizioni, dedicato allo studio delle trasformazioni verdi e digitali in otto regioni industriali europee. La ricerca analizzerà temi come equità sociale, vulnerabilità economiche, mercato del lavoro e adattamento dei sistemi produttivi. Il team dell’Università di Bari, coordinato dalla professoressa Lydia Greco, realizzerà indagini quantitative e qualitative in diverse aree europee, tra cui la Puglia, il Galles, la Stiria e la Slesia.
Infine, il progetto Ernest – European Researchers’ Night Escape Science Team organizzerà le edizioni 2026 e 2027 della Notte europea dei ricercatori. L’iniziativa mira a creare una rete di università ed enti di ricerca che utilizzeranno escape room educative come strumenti innovativi per divulgare la scienza e favorire modalità di apprendimento interattive. Per UniBa sarà coinvolto il Dipartimento Interateneo di Fisica, coordinato da Federica Maria Simone.
L’insieme dei finanziamenti europei conferma il ruolo crescente dell’Università di Bari nei programmi internazionali di ricerca e innovazione, con progetti che spaziano dalle scienze ambientali alla medicina avanzata, fino alle nuove tecnologie digitali e quantistiche.
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