Svolta dopo 24 anni per un omicidio vicino allo stadio San Nicola

Arrestato un uomo accusato della morte di Tommaso Gigliola, ucciso nel 2002 durante una rapina

Un cold case durato 24 anni si avvia verso una possibile risoluzione. I carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un uomo ritenuto coinvolto nell’omicidio di Tommaso Gigliola, 40enne di Brindisi, ucciso la notte del 4 maggio 2002 nei pressi dello stadio San Nicola. L’arresto ĆØ stato disposto dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il delitto sarebbe avvenuto durante un tentativo di rapina a mano armata, messo in atto da un gruppo composto da tre individui. I reati contestati all’indagato comprendono omicidio aggravato dai futili motivi, dalla condizione di minorata difesa della vittima e dalla finalitĆ  di commettere una rapina. Uno dei presunti responsabili ĆØ deceduto nel frattempo, mentre un altro ha deciso di collaborare con la giustizia, fornendo agli inquirenti una ricostruzione dettagliata dei fatti.

Secondo quanto ricostruito durante le indagini, il gruppo aveva individuato come bersagli i clienti di prestazioni sessuali a pagamento che si aggiravano nella zona dello stadio. Il piano prevedeva che uno dei complici fungesse da esca, attirando la vittima in una zona buia e isolata. A quel punto gli altri due sarebbero intervenuti per mettere a segno la rapina, approfittando dell’assenza di testimoni e della scarsa visibilitĆ .

Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia sono state decisive per riaprire il caso. Ai magistrati ha raccontato nel dettaglio il modus operandi utilizzato: ā€œDoveva fare da esca, era un nostro trucco, diciamo. Io ero l’autista. Lui era più esperto, nel senso che aveva fatto rapine, ci raccontava lui. Dovevamo nasconderci aspettando che adescasse il clienteā€. Un meccanismo che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato rodato e utilizzato in più occasioni.

A supportare il racconto sono arrivate anche prove tecniche, tra cui le impronte digitali rilevate sulla scena del crimine, che hanno rafforzato il quadro indiziario a carico dell’arrestato. Le indagini hanno quindi trovato un punto di svolta grazie all’incrocio tra le dichiarazioni del pentito e gli elementi oggettivi raccolti dagli investigatori.

Redazione

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