A lanciare l’allarme sono state le altre due persone presenti a bordo di un gommone di circa cinque metri, che hanno contattato il numero blu 1530 dopo aver perso ogni contatto visivo con il compagno. La zona era caratterizzata da mare aperto e da una forte corrente, che aveva progressivamente spinto il sub lontano dall’imbarcazione.
La Capitaneria di Porto di Barletta ha quindi fatto intervenire l’unità di ricerca e soccorso CP 845 e la motovedetta CP 730 dell’Ufficio locale marittimo di Trani, già impegnata nei controlli dell’operazione “Mare e Laghi sicuri”. In coordinamento con la Direzione marittima di Bari, sono stati inoltre preallertati i mezzi aerei.
Raggiunto il gommone, le due unità hanno avviato le ricerche seguendo rotte parallele calcolate sulla base della corrente. Dopo circa dieci minuti, l’equipaggio della CP 730 ha individuato il sub in mare e lo ha recuperato a bordo.
L’uomo si trovava ormai a quasi un chilometro dal gommone. Secondo la ricostruzione, durante una delle ultime immersioni della giornata, su un fondale profondo oltre 20 metri, sarebbe riemerso lontano dall’imbarcazione. La corrente e la stanchezza lo avrebbero quindi trascinato ulteriormente al largo, facendogli perdere il contatto visivo con i compagni.
Al momento del recupero, il sub era in discrete condizioni di salute, anche se fortemente spaventato. La distanza dalla costa, unita alla forza della corrente e alla stanchezza, avrebbe reso estremamente difficile raggiungere la terraferma a nuoto.
L’intervento tempestivo della Guardia costiera ha permesso di concludere le operazioni senza conseguenze più gravi.
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