La sanità pugliese si trova davanti a un nuovo nodo economico da sciogliere. Nel corso di un incontro istituzionale svoltosi a Roma tra i rappresentanti dei ministeri dell’Economia e della Salute e la delegazione della Regione Puglia, è stato ufficializzato il deficit sanitario previsto per il 2025: una cifra pari a 349 milioni e 300 mila euro. Alla riunione hanno preso parte l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Piemontese Pentassuglia e il direttore del Dipartimento Salute Vito Montanaro.
Il confronto ha acceso immediatamente il dibattito politico e finanziario attorno alle possibili soluzioni per riportare i conti in equilibrio. Tra le ipotesi considerate più concrete emerge quella dell’intervento fiscale attraverso l’aumento dell’addizionale regionale Irpef, misura prevista dalla normativa nei casi di disavanzo sanitario.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore, la Regione sarebbe riuscita a recuperare circa 120 milioni di euro dal proprio bilancio autonomo. Una disponibilità economica che, però, non consentirebbe di coprire integralmente il passivo accumulato. Proprio per questo motivo si starebbe valutando un incremento delle aliquote fiscali rivolto soprattutto ai redditi più elevati.
Le simulazioni attualmente allo studio riguarderebbero in particolare i contribuenti con redditi superiori ai 50 mila euro annui. Non si esclude inoltre un intervento più contenuto anche sulla fascia compresa tra 28 mila e 50 mila euro. Resterebbero invece escluse dagli aumenti le persone con redditi fino a 15 mila euro. Ancora da definire, invece, l’eventuale coinvolgimento dello scaglione tra 15 mila e 28 mila euro, che potrebbe entrare nel piano solo nel caso in cui il gettito previsto non dovesse risultare sufficiente.
La normativa attribuisce al presidente della Regione, in qualità di commissario ad acta, il compito di adottare i provvedimenti necessari per il ripianamento del deficit. La definizione del piano finanziario dovrà avvenire entro la fine di maggio, termine entro il quale l’amministrazione regionale sarà chiamata a individuare una strategia definitiva.
Nel frattempo il tema è diventato terreno di scontro politico. I gruppi di opposizione del centrodestra presenti in Consiglio regionale — Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e gruppo Misto — hanno contestato duramente la gestione della sanità pugliese e l’eventualità di un aumento della pressione fiscale.
In una nota congiunta, le forze di opposizione hanno parlato di un “disavanzo clamoroso”, accusando la maggioranza di voler trasferire il peso economico della crisi sanitaria direttamente sulle famiglie e sui lavoratori. Secondo i partiti del centrodestra, l’aumento dell’Irpef potrebbe tradursi in un aggravio significativo per molti contribuenti pugliesi.
L’opposizione ha inoltre chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta regionale con l’obiettivo di fare chiarezza sulle cause che hanno portato al disavanzo. Nel mirino finiscono la gestione delle risorse sanitarie e i tagli ai servizi erogati ai cittadini negli ultimi anni. Le forze politiche chiedono di verificare nel dettaglio le responsabilità amministrative e finanziarie che avrebbero contribuito all’attuale situazione.
La questione sanitaria si conferma dunque uno dei dossier più delicati per la Regione Puglia. Da un lato c’è la necessità di garantire la sostenibilità economica del sistema sanitario regionale; dall’altro cresce la preoccupazione per l’impatto che eventuali aumenti fiscali potrebbero avere su famiglie e contribuenti.
Nelle prossime settimane saranno decisivi i tavoli tecnici e politici chiamati a definire le misure necessarie per affrontare il disavanzo. L’obiettivo resta quello di trovare un equilibrio tra il risanamento dei conti pubblici e la tutela dei servizi sanitari destinati ai cittadini pugliesi.
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