Saranno quindici i giorni a disposizione per aziende sanitarie e enti del SSR pugliese per mettere a punto piani sperimentali di riduzione delle liste d’attesa, secondo quanto disposto dal provvedimento firmato dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Si tratta del primo atto ufficiale della sua amministrazione, rivolto a fronteggiare uno dei problemi più critici del sistema sanitario regionale: l’accesso alle prestazioni ambulatoriali in tempi congrui.
I piani aziendali sperimentali, da presentare entro il 31 gennaio 2026, dovranno includere misure dettagliate, strumenti di monitoraggio e un’analisi dei risultati raggiunti. Il monitoraggio sarà affidato alla Cabina di Regia Monitoraggio Liste di Attesa, che si occuperà della produzione di report mensili e dell’organizzazione di riunioni periodiche. Le relazioni dovranno riportare le modalità attuative, gli esiti delle verifiche, e l’efficacia delle azioni intraprese, con particolare attenzione alla tutela dei pazienti e alla trasparenza verso il pubblico.
Tra gli interventi previsti, anche l’attività libero-professionale intramoenia, che dovrà rispettare parametri rigorosi per evitare abusi. Ogni prestazione erogata in questo regime non potrà superare i volumi assicurati per l’attività istituzionale. In caso di superamento, le direzioni strategiche aziendali dovranno intervenire con verifiche e possibili sospensioni del diritto all’intramoenia. Il rispetto delle tempistiche di erogazione sarà garantito anche attraverso il ricorso a strutture private accreditate, entro i limiti di spesa regionali già definiti.
Per migliorare l’offerta e adattarla alla domanda reale, è prevista una riorganizzazione delle prestazioni e del personale. Le aziende sanitarie dovranno rivalutare quantitativamente e qualitativamente i volumi di attività, ridefinendo i contratti con strutture pubbliche e private. Sarà inoltre possibile attivare prestazioni integrative temporanee in caso di carenze di organico, nel rispetto dei vincoli di legge e con la collaborazione delle equipe coinvolte.
L’obiettivo prioritario riguarda il recupero delle prestazioni urgenti (classe U) e brevi (classe B). A tal fine, si prevede l’apertura straordinaria degli ambulatori nei fine settimana, l’ampliamento delle fasce orarie fino a 12 ore giornaliere e, laddove necessario, l’estensione dell’orario fino alle 23. Le misure avranno durata iniziale di 5 mesi, con l’obiettivo di smaltire l’arretrato più critico.
Il Dipartimento Promozione della Salute dovrà attivare, entro fine gennaio, l’Organismo paritetico regionale per la verifica dell’intramoenia e aggiornare la normativa vigente in materia di attività intra ed extra moenia. Inoltre, sarà possibile potenziare la specialistica ambulatoriale interna con nuove ore contrattualizzate o incremento di quelle già attive, in funzione delle reali necessità territoriali.
Il RUAS (Registro Unico delle Associazioni della Salute) sarà incaricato di trasmettere ogni trimestre un rapporto all’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, segnalando criticità e azioni correttive adottate. Tutte le disposizioni contenute nel provvedimento sono integrate negli obiettivi di performance per l’anno 2026 dei direttori generali delle aziende sanitarie.
“Questo è un primo passo, non la soluzione definitiva”, ha dichiarato il presidente Decaro. Ha sottolineato che i dati raccolti finora evidenziano non solo ritardi nell’offerta, ma anche una domanda spesso inappropriata, con oltre il 40% delle prescrizioni di radiodiagnostica potenzialmente non giustificate. “Significa togliere risorse a chi ha veramente bisogno”, ha affermato, chiedendo uno sforzo congiunto a tutte le componenti del sistema sanitario.
Nei prossimi giorni, Decaro incontrerà i direttori generali e i commissari straordinari delle ASL pugliesi, oltre alle organizzazioni sindacali della funzione pubblica, per condividere le linee guida e avviare la fase operativa dei piani.
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