Il nuovo Protocollo di legalità siglato in Prefettura a Bari rappresenta un intervento strutturale per rafforzare la protezione dell’economia cittadina dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. L’intesa, denominata “Rafforzamento delle misure di prevenzione a tutela dell’economia legale”, introduce un sistema di controlli più esteso e rigoroso che coinvolge appalti pubblici, attività commerciali, turismo e società partecipate.
Uno degli obiettivi principali del documento è quello di costruire un sistema di vigilanza capillare, capace di intercettare anche le situazioni a più basso importo economico ma potenzialmente più esposte a condizionamenti illeciti.
Sul fronte del commercio e delle attività turistiche, il Protocollo disegna una mappa precisa delle aree cittadine a maggiore rischio. In questi contesti, considerati strategici per la movida e l’economia locale, viene introdotta una forma di controllo totale. Per ogni nuova apertura di esercizi pubblici, strutture ricettive, discoteche e attività come B&B e affittacamere, i controlli antimafia saranno obbligatori al 100% delle istanze.
La stretta riguarda in particolare il territorio che comprende il Municipio I, con Bari Vecchia, il quartiere Murattiano e Umbertino fino a Torre a Mare, oltre al Municipio II con Poggiofranco e Picone, e il Municipio V con le aree di Palese e Santo Spirito. Questa impostazione nasce dall’esigenza di presidiare zone considerate più esposte a fenomeni di riciclaggio e infiltrazioni economiche.
Parallelamente, sul resto del territorio comunale, il sistema di verifica sarà basato su controlli a campione pari al 10% delle SCIA e delle autorizzazioni trasmesse allo Sportello Unico per le Attività Produttive.
Una parte centrale del Protocollo riguarda gli appalti pubblici e la gestione dei subappalti. Il Comune di Bari ha previsto l’estensione delle verifiche antimafia tramite la Banca Dati Nazionale Antimafia (B.D.N.A.) anche per gli affidamenti di importo ridotto, sotto il 20% delle soglie previste dalla normativa vigente.
Inoltre, viene introdotto l’obbligo generalizzato di iscrizione alle White List per tutte le imprese coinvolte negli appalti pubblici, indipendentemente dal valore del contratto. In caso di interdittiva antimafia, il sistema prevede la risoluzione immediata del contratto e l’applicazione di una penale pari al 15%.
Secondo quanto dichiarato in Prefettura, queste misure rappresentano un cambio di passo nella gestione dei rapporti tra amministrazione e operatori economici, con l’obiettivo di alzare il livello di prevenzione su tutta la filiera degli appalti.
Un altro capitolo rilevante riguarda le società partecipate del Comune. Il sindaco ha annunciato la conclusione del monitoraggio esterno su Amiu e Multiservizi, misura attivata in seguito alle verifiche legate all’inchiesta “Codice Interno”. Il Prefetto ha comunicato che non sussistono più le condizioni per proseguire con il controllo esterno, segnando così la chiusura di una fase particolarmente delicata per l’amministrazione cittadina.
Nonostante ciò, il sistema di vigilanza non viene meno. Le società in house continueranno infatti a essere sottoposte a un’attività ispettiva di secondo livello, con la redazione di una relazione annuale destinata alla Prefettura e alla Commissione consiliare Antimafia.
Il Protocollo interviene anche sulla dimensione sociale ed economica del lavoro. È stato istituito un Tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera presso la Prefettura, con il compito di verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza e la regolarità contributiva dei lavoratori impiegati negli appalti.
Un ulteriore elemento di innovazione riguarda la tracciabilità finanziaria. Ogni pagamento legato ai contratti pubblici dovrà essere effettuato esclusivamente attraverso intermediari autorizzati, pena la revoca immediata dell’affidamento. Questo sistema punta a ridurre drasticamente il rischio di operazioni opache nella gestione dei fondi pubblici.
Infine, il documento prevede la digitalizzazione completa degli atti contrattuali e la loro pubblicazione su una piattaforma di e-procurement. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza e consentire ai cittadini di monitorare in modo diretto le attività dell’amministrazione pubblica.
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