Porto di Bari, protesta dei lavoratori: sit-in previsto l’11 maggio

Sindacati in mobilitazione contro le condizioni occupazionali e le nuove assunzioni part-time nel servizio portuale

Una nuova mobilitazione interesserà il Porto di Bari nella giornata dell’11 maggio. Dalle ore 10 alle 12, circa sessanta lavoratori parteciperanno a un sit-in organizzato dalle sigle sindacali Cgil Filcams, Filt Cgil, Uiltrasporti, Fisascat e Fit Cisl. Al centro della protesta ci sono le condizioni occupazionali del personale impegnato nell’appalto e le recenti decisioni adottate dalla società che gestisce il servizio.

Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali, il confronto avviato nei mesi scorsi con l’azienda appaltatrice e con l’Autorità portuale non avrebbe portato ad alcun risultato concreto. I rappresentanti dei lavoratori denunciano l’assenza di miglioramenti tangibili sul piano lavorativo e accusano le controparti di non aver dato seguito agli impegni discussi durante i tavoli di confronto.

Tra gli elementi che hanno alimentato il malcontento figura l’assunzione di tre nuovi addetti con contratto part-time da 16 ore settimanali, applicando il Contratto collettivo nazionale della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari. Una decisione che, secondo i sindacati, avrebbe aggravato ulteriormente la situazione interna.

Le sigle promotrici della protesta ritengono infatti che questa scelta sia in contrasto con gli obiettivi emersi durante le trattative precedenti. In quelle occasioni, spiegano, era stata manifestata l’intenzione di procedere verso una riorganizzazione del servizio finalizzata a garantire maggiore stabilità oraria ai lavoratori già presenti nell’appalto. L’introduzione di nuovi contratti a poche ore settimanali viene quindi interpretata come un passo opposto rispetto alle aspettative maturate nel corso delle discussioni sindacali.

Le organizzazioni parlano inoltre di una situazione sempre più delicata sotto il profilo occupazionale e sociale. Nel comunicato diffuso alla stampa viene evidenziato il rischio di “dumping contrattuale”, con possibili ripercussioni sia sulle tutele dei dipendenti sia sulla qualità complessiva del lavoro all’interno dello scalo barese.

Per i sindacati, il quadro attuale avrebbe raggiunto un livello di criticità non più sostenibile. La protesta dell’11 maggio punta quindi a richiamare l’attenzione sulle richieste dei lavoratori e a sollecitare un cambio di rotta nelle politiche adottate dalla gestione dell’appalto.

Alla manifestazione parteciperanno circa sessanta addetti del porto, dato che, secondo gli organizzatori, rappresenterebbe il crescente disagio vissuto dal personale coinvolto. La mobilitazione si svolgerà nelle aree dello scalo portuale e sarà accompagnata dalla richiesta di riaprire un confronto ritenuto finora privo di risultati concreti.

Le sigle sindacali ribadiscono la necessità di trovare soluzioni che possano garantire condizioni lavorative più stabili e una migliore organizzazione dei servizi. Il sit-in dell’11 maggio si inserisce così in un contesto di forte tensione tra lavoratori e gestione dell’appalto, con l’obiettivo di ottenere risposte considerate ormai non più rinviabili.

Redazione

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