Il Parco 2 Giugno, principale area verde di Bari, mostra oggi evidenti segni di deterioramento e incuria, tra fontane che non funzionano, un prato centrale trascurato e attrezzature sportive danneggiate. Queste criticità emergono mentre la città attende l’apertura di nuovi spazi verdi, come il parco dell’ex Fibronit, e spingono cittadini e amministratori a richiedere azioni concrete per il recupero e la manutenzione del parco.
Il consigliere comunale del M5S, Italo Carelli, ha recentemente evidenziato attraverso una nota la gravità della situazione: “Le immagini del laghetto in stato di abbandono sono un segnale che non possiamo ignorare. La sofferenza di pesci e tartarughe ci invita a intervenire con urgenza”.
Tra gli episodi più singolari, Carelli racconta la fuga di alcune tartarughe dal laghetto melmoso: “Abbiamo assistito a una scena quasi surreale: le tartarughe, pur di non soccombere nel fango, hanno tentato di abbandonare il parco, finendo talvolta sulle strade. Questo ci ricorda, con amara ironia, che la natura ha i suoi tempi e non può aspettare la burocrazia”, sottolinea il consigliere, richiamando l’attenzione sulla necessità di una manutenzione costante.
Non mancano, però, anche segni di vandalismo umano. Carelli denuncia la distruzione di uno dei canestri dei campi da basket, sottolineando come la responsabilità della cittadinanza sia fondamentale: “L’amministrazione deve garantire efficienza, ma i cittadini devono custodire ciò che è di tutti. Distruggere gli spazi pubblici non è una bravata, ma un atto di ignoranza”.
Secondo Carelli, il futuro della città passa da due azioni complementari: una gestione più puntuale e costante delle aree pubbliche da parte dell’amministrazione e un incremento del senso civico dei baresi, affinché i parchi possano essere spazi sicuri e fruibili per tutti e per le generazioni future.
Seguici su
Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.