Nella notte un nuovo episodio ha scosso il centro di modugno, dove un bancomat è stato nuovamente preso di mira con un ordigno esplosivo. L’azione criminale, avvenuta a breve distanza dal precedente assalto, ha riportato l’attenzione sulla sicurezza dell’area e sulla possibile presenza di una banda specializzata in colpi agli sportelli automatici.
L’attacco più recente ha colpito lo sportello ATM della banca Bdm situato in piazza Giuseppe Garibaldi. Secondo le prime ricostruzioni, l’esplosione si è verificata intorno alle 3.30 del mattino, un orario in cui la città era completamente avvolta dal silenzio. La deflagrazione, però, è stata così potente da essere chiaramente percepita dagli abitanti della zona, svegliati di soprassalto dal boato.
Poco dopo il primo scoppio, una seconda esplosione ha ulteriormente danneggiato la struttura del bancomat, amplificando i danni già ingenti. L’ATM è stato completamente distrutto e l’onda d’urto ha provocato conseguenze anche sugli edifici circostanti, oltre che su alcune automobili parcheggiate nelle vicinanze. Le vetrate e le facciate di diversi immobili hanno riportato danni evidenti, segno della violenza dell’attacco.
Il nuovo episodio assume contorni ancora più preoccupanti se si considera che si tratta del secondo assalto in meno di 24 ore nella stessa area urbana. Solo il giorno precedente, infatti, un altro bancomat – quello della Bcc – era stato fatto saltare a poca distanza di metri. La vicinanza temporale e geografica tra i due episodi alimenta il sospetto che possa trattarsi della stessa organizzazione criminale, anche se al momento non esistono conferme ufficiali.
La sequenza degli attacchi ha generato forte inquietudine tra residenti ed esercenti della zona, che si trovano a convivere con un clima di crescente insicurezza. L’ipotesi che una banda stia agendo con metodo e rapidità nella stessa area urbana ha spinto le autorità a intensificare le attività di controllo e prevenzione.
Sul luogo dell’esplosione sono intervenuti tempestivamente i carabinieri, gli artificieri e i vigili del fuoco. Le operazioni si sono concentrate inizialmente sulla messa in sicurezza dell’area, resa potenzialmente pericolosa dalla presenza di residui dell’ordigno e dalla compromissione delle strutture circostanti. Successivamente sono stati avviati i rilievi tecnici per raccogliere elementi utili alle indagini.
Gli investigatori stanno inoltre acquisendo e analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nella zona. Le registrazioni potrebbero risultare decisive per identificare i responsabili, ricostruire le fasi dell’azione e soprattutto individuare la direzione di fuga utilizzata dopo il colpo.
Resta ancora incerto un elemento centrale dell’indagine: non è stato infatti confermato se i malviventi siano riusciti a sottrarre denaro dal bancomat prima o dopo l’esplosione. In molti casi simili, infatti, la tecnica dell’assalto con esplosivo non sempre garantisce l’effettivo recupero del contante, a causa dei danni provocati al dispositivo di erogazione.
L’episodio di piazza Garibaldi si inserisce dunque in un contesto di forte allarme, dove la ripetizione ravvicinata degli attacchi solleva interrogativi sulla sicurezza urbana e sulla capacità delle forze dell’ordine di prevenire azioni così rapide e distruttive. Le indagini proseguono senza sosta per chiarire ogni dettaglio e individuare i responsabili di quella che appare come una vera e propria escalation criminale.
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