L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha sottolineato l’importanza di potenziare la sorveglianza sulla sismicità del Gargano e migliorare il monitoraggio dei maremoti lungo la costa pugliese. Questi interventi sono cruciali per comprendere meglio le dinamiche profonde del pianeta e tutelare le comunità locali.
Grazie al progetto Meet, sono state installate nuove stazioni sismiche con sismometri a banda larga. A Lucera, è stata potenziata una stazione di monitoraggio con un sensore posto a 30 metri di profondità. Questi miglioramenti consentono una migliore comprensione dei movimenti del territorio e delle caratteristiche della crosta terrestre.
Il monitoraggio dei maremoti è altrettanto fondamentale. L’esposizione della Puglia a sorgenti sismogenetiche nell’Adriatico e nello Ionio aumenta il rischio di tsunami, amplificato dalla vulnerabilità delle infrastrutture costiere e dalla densità abitativa estiva. Per questo motivo, sono stati installati nuovi mareografi a Santa Maria di Leuca, Monopoli e Barletta, oltre a quelli già operativi a Otranto, Vieste, Isole Tremiti e Taranto.
Alessandro Amato, ricercatore Ingv e responsabile del Centro Allerta Tsunami dell’Ingv (Ingv-Cat), sottolinea che un monitoraggio più capillare consente previsioni più accurate sui futuri scenari sismici e di maremoto. I mareografi forniscono dati cruciali sulle variazioni del livello del mare, dovute a terremoti lontani dalle coste, e sulle variazioni di pressione causate da meteotsunami o frane sottomarine.
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