Il destino dell’ex stabilimento Mitil Adriatica di Santo Spirito continua a essere al centro del confronto politico a Bari. La proposta di ampliare le possibilità di utilizzo dell’immobile demaniale, prevedendo anche attività di tipo turistico-ricettivo, ha infatti generato un acceso dibattito in Consiglio comunale, con posizioni molto distanti tra maggioranza e opposizione.
La questione riguarda un edificio sul fronte mare che da anni non trova una soluzione definitiva. La struttura, con una superficie di circa 5.000 metri quadrati, è stata più volte inserita in procedure di gara senza riuscire ad attirare operatori interessati, lasciando l’area in una condizione di abbandono.
La nuova ipotesi contenuta nella delibera proposta dall’assessore allo Sviluppo locale e alla Blue Economy, Pietro Petruzzelli, punta a rendere più appetibile il bene attraverso un ampliamento delle destinazioni d’uso. Tra le possibilità inserite nel nuovo bando di concessione figurano anche soluzioni legate all’accoglienza turistica, come alloggi temporanei e bed & breakfast.
La richiesta di sospendere la delibera
Dopo il dibattito in aula, la discussione politica si è ulteriormente intensificata. Alcuni consiglieri comunali di maggioranza, Michele Laforgia, Victor Laforgia, Francesca Bottalico e Pasquale Lavopa, hanno infatti presentato una richiesta ufficiale al sindaco Vito Leccese e all’assessore Petruzzelli per chiedere il ritiro della delibera.
Secondo i firmatari, la modifica proposta non rappresenterebbe soltanto un aggiornamento tecnico dello studio di fattibilità, ma un vero cambiamento di indirizzo politico sul futuro della costa barese. Il timore espresso è che la scelta possa creare un precedente per altri immobili presenti lungo il litorale cittadino.
Nella nota inviata all’amministrazione viene richiamato il principio contenuto nell’Atto di indirizzo del nuovo Piano Urbanistico Generale (Pug), secondo cui il mare e le aree costiere dovrebbero essere considerate come un patrimonio collettivo da tutelare e destinare alla fruizione pubblica, alla protezione ambientale e ai servizi per i cittadini.
I consiglieri chiedono quindi la sospensione delle procedure relative alla Mitil Adriatica e l’avvio di un confronto pubblico più ampio, coinvolgendo sia il Consiglio comunale sia la comunità locale.
Il contrasto sulla possibilità di demolire l’edificio
A contestare maggiormente l’apertura alle strutture ricettive è stato il consigliere di maggioranza Pierluigi Introna, che ha chiesto all’amministrazione di rivedere la scelta.
Secondo Introna, consentire la nascita di un’attività turistica direttamente sugli scogli rappresenterebbe un errore strategico per la città. Il consigliere ha ricordato le politiche portate avanti dal centrosinistra barese negli ultimi anni, citando l’abbattimento di Punta Perotti e gli interventi previsti nell’area di Costa Sud come esempi di restituzione del litorale alla collettività.
La posizione contraria si fonda sull’idea che la costa debba essere liberata dai manufatti abbandonati e recuperata come spazio pubblico, senza nuove forme di privatizzazione.
Di fronte a queste critiche, l’assessore Petruzzelli ha difeso la scelta dell’amministrazione, spiegando che l’ex Mitil Adriatica non è un’opera abusiva e che il problema principale riguarda la difficoltà di individuare un soggetto disposto a investire nella riqualificazione.
Petruzzelli ha ricordato che il bene è stato oggetto di tre tentativi di assegnazione, nel 2023, nel 2024 e nel 2025, tutti conclusi senza offerte. Per questo motivo il Comune avrebbe deciso di ampliare le destinazioni previste, sfruttando anche la crescita del settore turistico, con l’obiettivo di attirare investimenti privati.
Il ruolo dell’Agenzia del Demanio
Uno degli aspetti più discussi riguarda la possibilità di demolire il fabbricato. L’assessore ha spiegato che l’immobile appartiene allo Stato e che l’Agenzia del Demanio non avrebbe intenzione di rinunciare alle volumetrie esistenti.
Secondo Petruzzelli, il Demanio avrebbe espresso un orientamento contrario all’abbattimento, chiedendo invece la conservazione delle volumetrie relative alle pertinenze demaniali interessate dai futuri interventi di recupero.
La riqualificazione attraverso un nuovo utilizzo sarebbe quindi, secondo l’amministrazione, l’unica strada concreta per evitare che il rudere rimanga inutilizzato.
Una ricostruzione che però non convince la consigliera Laura De Marzo di Fratelli d’Italia. L’esponente dell’opposizione ha annunciato ulteriori verifiche in commissione controllo e garanzia, sostenendo che non sarebbe mai stata presentata una richiesta formale di demolizione motivata da ragioni di sicurezza, degrado o tutela paesaggistica.
De Marzo ha contestato all’amministrazione di aver scelto direttamente la strada dell’apertura ai privati senza aver prima perseguito con decisione l’ipotesi della demolizione.
Un dossier per chiarire il percorso amministrativo
Nel corso della discussione Petruzzelli ha annunciato la trasmissione ai consiglieri comunali di un dossier contenente la cronologia dei rapporti con l’Agenzia del Demanio.
L’assessore ha citato gli incontri istituzionali e il parere scritto ricevuto il 3 luglio, ribadendo che l’orientamento dello Stato sarebbe favorevole al mantenimento delle volumetrie.
La consigliera De Marzo ha però replicato chiedendo di visionare un eventuale documento ufficiale relativo a una richiesta di abbattimento presentata dal Comune per motivi di sicurezza e interesse pubblico.
Il confronto sul futuro della Mitil Adriatica, dunque, resta aperto. La decisione finale potrebbe incidere non soltanto sul destino dell’ex stabilimento di Santo Spirito, ma anche sulla futura gestione di altri spazi costieri della città di Bari.
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