Lavoratori delle pulizie senza stipendio da tre mesi, cresce la protesta a Bari

Prosegue la vertenza dei dipendenti impiegati presso la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Bari: sindacati contrari alla riduzione delle ore di lavoro proposta durante il confronto sul possibile cambio di appalto.

Resta aperta la vertenza che coinvolge i lavoratori impiegati nel servizio di pulizia della facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Bari. I 15 dipendenti dell’azienda appaltatrice, infatti, non percepiscono lo stipendio da tre mesi e attendono ancora una soluzione che garantisca il pagamento delle retribuzioni arretrate e la continuità occupazionale.

Secondo quanto riferito da Giovanni Vasienti, segretario provinciale della Ugl Igiene Ambientale, la società che attualmente gestisce il servizio starebbe attraversando una procedura di liquidazione. Inoltre, il Tribunale di Milano avrebbe nominato un curatore fallimentare, aumentando l’incertezza sul futuro dell’appalto.

Nelle scorse ore si è svolto un incontro tra sindacati, lavoratori e rappresentanti dell’azienda interessata a subentrare nella gestione del servizio. Tuttavia, il confronto non ha portato a un accordo. Al centro della discussione la proposta di ridurre le ore settimanali di lavoro per alcuni dipendenti, ipotesi respinta da Ugl, Cgil e Cisl.

La possibile società subentrante avrebbe infatti prospettato una riduzione a cinque ore settimanali per due lavoratori su tredici. Una soluzione giudicata inaccettabile dalle organizzazioni sindacali, che chiedono il mantenimento delle attuali condizioni occupazionali.

Le difficoltà sarebbero legate anche agli aspetti economici dell’appalto. La gara, bandita nel 2019, farebbe riferimento a costi del lavoro ormai superati rispetto agli attuali livelli retributivi, rendendo più complessa la gestione del servizio.

Nel frattempo, i lavoratori restano senza stipendio e senza certezze. Per questo i sindacati hanno annunciato nuove iniziative di mobilitazione.

I lavoratori oggi si ritrovano senza stipendio, sospesi dal lavoro e senza un’azienda disposta a subentrare nell’appalto”, ha dichiarato Vasienti, anticipando la proclamazione di un sit-in permanente davanti all’Università di Bari nei prossimi giorni.

Redazione

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