Si complica ulteriormente la vicenda giudiziaria che coinvolge i due ex giardinieri di Bari Multiservizi, licenziati dopo aver ottenuto in tribunale il riconoscimento di un livello retributivo superiore. Nelle ultime ore sono emersi nuovi sviluppi legali che riguardano sia il piano civile sia quello penale.
Il giudice del lavoro Salvatore Franco Santoro ha infatti respinto l’opposizione presentata da Bari Multiservizi contro il precetto notificato dai legali dei due lavoratori. L’azienda sosteneva che la sentenza emessa dalla Corte d’Appello non fosse immediatamente esecutiva e che, di conseguenza, non potesse essere avviata alcuna procedura forzata per il recupero delle somme dovute.
La decisione del tribunale ha però confermato la piena validità esecutiva del provvedimento giudiziario. Il pignoramento presso terzi notificato alla Tesoreria comunale potrà quindi proseguire, aprendo un nuovo capitolo nella controversia tra la partecipata del Comune di Bari e gli ex dipendenti.
Nel frattempo, la cifra complessiva oggetto dell’esecuzione sarebbe aumentata sensibilmente rispetto all’importo iniziale. Secondo quanto emerso, ai circa 13mila euro originariamente previsti si sarebbero aggiunti interessi, rivalutazioni e ulteriori somme previste dalla normativa per coprire eventuali spese successive legate alla procedura esecutiva.
L’importo complessivo congelato salirebbe così a circa 33mila euro, senza considerare le spese legali e le possibili ulteriori condanne economiche in caso di nuovi pronunciamenti sfavorevoli all’azienda. La questione assume particolare rilevanza anche perché Bari Multiservizi è una società interamente partecipata dal Comune di Bari e le somme coinvolte riguardano quindi risorse pubbliche.
Parallelamente continua anche il fronte relativo ai licenziamenti. Entro il mese di giugno, l’avvocato Fabio Cardanobile depositerà il ricorso per impugnare formalmente il provvedimento che ha portato all’allontanamento dei due operai. Gli ex dipendenti chiedono il reintegro sul posto di lavoro, sostenendo che il licenziamento sia stato adottato come misura ritorsiva dopo la causa vinta.
La linea difensiva dei lavoratori, illustrata dall’avvocato Saverio Macchia, contesta in modo netto le accuse mosse dall’azienda. Secondo la difesa, il contenuto dell’atto di precetto rientrerebbe nelle normali formulazioni utilizzate nelle procedure esecutive e non costituirebbe alcuna forma di intimidazione.
Il nuovo elemento destinato ad alimentare il dibattito riguarda però la querela penale presentata da Bari Multiservizi nei confronti dei due ex dipendenti. Antonio Belforte e Camillo Del Carmelo sono stati denunciati con l’accusa di minacce, circostanza che apre ora un ulteriore procedimento giudiziario.
La vicenda assume così contorni ancora più complessi. I due lavoratori, dopo aver ottenuto una sentenza favorevole sul piano retributivo e aver avviato le procedure per il recupero delle somme riconosciute, dovranno adesso affrontare anche il percorso penale con la necessità di affidarsi a una difesa specializzata.
Seguici su
Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.