Decreto Flussi, chiuse le indagini su presunta rete di ingressi irregolari

La Procura di Bari ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 13 persone accusate, a vario titolo, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falsità ideologica.

La Procura della Repubblica di Bari ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 13 indagati nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Matteo Soave. Le accuse, formulate a vario titolo, riguardano il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la falsità ideologica.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo avrebbe sfruttato le procedure del Decreto Flussi, presentando durante i click day domande corredate da contratti di lavoro fittizi, visure camerali, dichiarazioni di alloggio e altra documentazione ritenuta falsa, con l’obiettivo di ottenere nulla osta e visti d’ingresso per cittadini stranieri.

L’indagine ha inoltre evidenziato l’utilizzo di aziende completamente estranee ai fatti, i cui nomi sarebbero stati impiegati senza il consenso dei titolari. Tra queste figurano la Nobil Art Società Cooperativa di Matera e la Ilog & T Srl. In altri casi, invece, sarebbero state utilizzate società cartiere o ditte prive di una reale attività.

Tra i principali indagati figurano Rocco Angelo Caponio, Angelo Roberto Fiorentino, il mediatore culturale Gora Tall, detto Pape, e il consulente del lavoro Giovanni Brancale. Secondo l’accusa, Caponio e Fiorentino si occupavano della raccolta dei passaporti e dell’invio telematico delle pratiche, ricorrendo talvolta anche a SPID intestati a terzi. Brancale avrebbe invece fornito il supporto tecnico e professionale necessario per l’asseverazione della documentazione.

Tra i 13 destinatari dell’avviso figurano anche l’avvocato Francesca Gatti, l’ex consigliere comunale Domenico Sciacovelli e Salvatore Fortunato, dipendente del Comune di Triggiano.

L’inchiesta è partita da Matera, dove la Guardia di Finanza aveva riscontrato anomalie nelle domande presentate in Prefettura, per poi passare alla Procura di Bari per competenza territoriale. Gli investigatori ritengono che gli aspiranti lavoratori stranieri versassero centinaia di euro per ogni pratica, generando profitti illeciti.

Per la sola Nobil Art vengono contestate 88 istanze ritenute irregolari presentate tra dicembre 2023 e marzo 2024, mentre altre centinaia di domande sarebbero state già predisposte per i click day del febbraio 2025. Alcuni indagati, secondo quanto emerge dagli atti, avrebbero inoltre reso dichiarazioni ammettendo parte delle contestazioni dopo il confronto con le intercettazioni raccolte durante le indagini.

L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta una fase del procedimento e non costituisce un accertamento definitivo di responsabilità.

Redazione

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