Il Tribunale di Bari ha emesso una condanna a cinque mesi di reclusione, con pena sospesa, nei confronti del chirurgo 65enne Giuseppe Garofalo e del 50enne Donato Maurizio Di Cosmo per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La sentenza riguarda un caso legato a una presunta tentata estorsione ai danni di un architetto barese. Il 31enne Davide Genchi, invece, ĆØ stato assolto.
L’inchiesta risale al 2019 e trae origine da una controversia civile legata alla compravendita di una villa. Lāoperazione immobiliare non andò a buon fine, dando luogo a una disputa tra le parti per la restituzione della caparra versata. Secondo la ricostruzione dellāaccusa, il medico avrebbe spinto i due coimputati, entrambi pregiudicati, a intimidire lāarchitetto per indurlo a chiudere il contenzioso.
Nel corso di unāudienza, lāarchitetto sarebbe stato avvicinato da Di Cosmo e Genchi, che gli avrebbero intimato di porre fine alla causa e di incontrare Garofalo in un bar per definire la questione. Lāaccusa aveva chiesto per tutti e tre gli imputati una condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione, ma il Tribunale ha derubricato il reato a esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ridimensionando le pene.
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