Il Comune di Bari prova ad aprire una nuova fase nella lunga e complessa vicenda della Cassa Prestanza, il fondo storico destinato ai dipendenti comunali finito negli ultimi anni al centro di contenziosi e difficoltà normative. L’obiettivo dell’amministrazione è ora quello di ottenere una deroga legislativa nazionale che permetta di superare gli ostacoli giuridici emersi nel tempo e garantire risposte concrete a circa 1400 tra pensionati e lavoratori ancora in servizio.
Il passaggio decisivo è arrivato durante il Consiglio comunale, che ha approvato all’unanimità un ordine del giorno indirizzato al sindaco Vito Leccese. Il documento prevede l’avvio, entro sessanta giorni, di un’interlocuzione ufficiale con il Governo e con gli altri enti coinvolti per individuare una soluzione condivisa.
La nuova strategia punta a coinvolgere direttamente l’esecutivo nazionale, ritenuto indispensabile per modificare o derogare alla normativa che negli anni ha bloccato ogni possibilità di erogazione delle somme maturate dai dipendenti attraverso il fondo.
La Cassa Prestanza del Comune di Bari affonda le sue radici nel 1924. Nata inizialmente come strumento di sostegno economico per i lavoratori comunali in difficoltà, si trasformò successivamente in una forma di accantonamento integrativo destinato ai dipendenti al termine della carriera lavorativa. Ogni mese i lavoratori versavano il 3% dello stipendio, creando così un fondo dal quale attingere una volta raggiunta la pensione.
Nel tempo, però, il sistema ha evidenziato criticità sempre più profonde fino all’avvio della procedura di liquidazione nel 2021. A complicare ulteriormente la situazione sono intervenute alcune pronunce giudiziarie e i richiami normativi basati su una legge del 1968, che vieta l’esistenza di trattamenti previdenziali al di fuori degli enti obbligatori riconosciuti. Una posizione ribadita anche dalla Corte dei Conti, che ha sottolineato l’impossibilità per il Comune di destinare risorse pubbliche a una cassa priva di natura pubblicistica.
Il timore di provocare un danno erariale ha quindi spinto Palazzo di Città a cercare un percorso alternativo, fondato su un intervento legislativo specifico capace di superare le attuali limitazioni.
Durante il dibattito in aula, il consigliere di centrodestra Fabio Romito ha illustrato i recenti contatti avviati tra amministrazione comunale e Governo. Secondo quanto riferito, nei giorni scorsi si sarebbe svolta una conference call promossa su indicazione del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, con la partecipazione di Comune, Regione ed enti locali.
Romito ha spiegato che la richiesta avanzata non rappresenta un trattamento privilegiato, ma punta esclusivamente a riconoscere quanto maturato dai lavoratori e dai pensionati nel corso degli anni. L’ordine del giorno approvato dal Consiglio servirebbe quindi a rafforzare il mandato politico al sindaco, così da consentire a tutte le istituzioni coinvolte di assumersi responsabilità condivise nella ricerca di una soluzione definitiva.
Anche il sindaco Vito Leccese ha espresso un cauto ottimismo sul nuovo percorso intrapreso. Pur ammettendo inizialmente alcune perplessità rispetto a un approccio diverso da quelli tentati in passato, il primo cittadino ha evidenziato la necessità di un’azione comune tra amministrazione comunale e Governo.
Leccese ha ricordato di essersi occupato della questione già nei primi mesi successivi alla sua elezione nel 2024, avviando interlocuzioni con la Ragioneria dello Stato. Secondo il sindaco, la chiave per superare lo stallo resta l’introduzione di una norma speciale che consenta al Comune di procedere attraverso un modello di finanziamento straordinario.
L’ipotesi al vaglio sarebbe quella di replicare strumenti già utilizzati in passato per altre realtà italiane, come Roma e Firenze, prevedendo una deroga temporanea alle norme vigenti. In questo modo si potrebbe riconoscere sia quanto spettante ai dipendenti ancora in servizio sia il capitale versato da chi è già andato in pensione.
Il clima politico attorno alla vicenda appare oggi più compatto rispetto al passato. A sostenere il percorso intrapreso è intervenuto anche il consigliere del Partito Democratico Marco Bronzini, che ha parlato di una strada nuova e diversa rispetto ai precedenti tentativi. Secondo Bronzini, l’elemento centrale sarebbe proprio la possibilità di ottenere una deroga transitoria alla normativa attuale, facendo convergere l’attenzione della politica nazionale su una soluzione condivisa.
Dopo anni di stallo e tensioni, l’amministrazione comunale intravede quindi uno spiraglio per affrontare una questione che da tempo interessa centinaia di famiglie baresi e che continua a rappresentare uno dei nodi più delicati della gestione finanziaria del Comune.
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