Bari, la nave Geo Barents è approdata nel porto: a bordo 121 migranti

Variegata la composizione dei passeggeri: 106 adulti, inclusi 104 uomini e 2 donne, accompagnati da 15 minori, tra cui 14 ragazzi e una ragazza, tutti non accompagnati

La nave Geo Barents, appartenente all’organizzazione non governativa Medici Senza Frontiere, è approdata al porto di Bari recando con sé 121 migranti salvati in mare. Questi soccorsi sono stati effettuati attraverso tre diverse operazioni nel tratto di mare che separa le coste libiche da quelle italiane, sottolineando l’impegno costante delle organizzazioni umanitarie nel prestare assistenza a chi si trova in situazioni di pericolo.

La composizione dei passeggeri a bordo della Geo Barents è variegata: 106 adulti, inclusi 104 uomini e 2 donne, accompagnati da 15 minori, tra cui 14 ragazzi e una ragazza, tutti non accompagnati. Un dettaglio struggente è il trasporto delle salme di due donne, vittime dei naufragi, provenienti dall’Etiopia, che ricorda il pericolo e la disperazione che molti affrontano nel tentativo di raggiungere un luogo sicuro.

La risposta della comunità di Bari è stata pronta e coordinata, attivando immediatamente un’accoglienza strutturata. La Prefettura di Bari, in collaborazione con diverse entità locali tra cui la Croce Rossa Italiana (CRI), Medici Senza Frontiere, l’Asl e l’Assessorato al Welfare della città, ha messo in moto una macchina organizzativa efficiente per garantire assistenza ai nuovi arrivati. Il personale presente sulla banchina dello scalo marittimo si è dedicato a fornire sostegno immediato, evidenziando l’importanza della solidarietà e dell’impegno collettivo nelle operazioni di soccorso e accoglienza.

La Croce Rossa Italiana ha svolto un ruolo cruciale nell’assistenza, attivando turni di volontari e servizi specializzati, come il Reparto di Sanità Pubblica ausiliario del Ministero della Salute e il Servizio Migrazioni, che include le attività di Restoring Family Links. Questo servizio si prefigge di prevenire separazioni durante lo sbarco, di supportare e facilitare i contatti dei familiari delle vittime con le Autorità Italiane e di agevolare le riunificazioni familiari. L’obiettivo è quello di offrire non solo un rifugio sicuro ma anche un supporto emotivo e logistico a chi ha lasciato tutto alle spalle nella speranza di una vita migliore.

Redazione

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