La trasformazione del commercio di vicinato in una infrastruttura sociale diffusa è al centro della nuova strategia urbana promossa dal Comune di Bari. L’obiettivo è ambizioso: rendere i negozi di prossimità non solo attività economiche, ma veri e propri punti di accesso ai servizi, all’informazione e alla partecipazione civica nei quartieri.
In questa direzione si inserisce la candidatura del progetto “Neighbourhood Hubs (Centri di quartiere)” all’interno del programma europeo Urbact IV – Action Networks, dedicato alla cooperazione tra città e allo sviluppo urbano sostenibile. Bari si propone come città capofila di una rete internazionale che coinvolge Poznań, Villena, Brest, Heraklion ed Herceg Novi, con l’obiettivo di condividere modelli innovativi di rigenerazione urbana.
Il progetto nasce dall’evoluzione di esperienze già sperimentate a livello locale, in particolare attraverso il programma D_Bari 2022-24 e le iniziative come “Un negozio non è solo un negozio”, “Impresa prossima” e “Strade vive”, che hanno ridefinito il ruolo delle attività commerciali nei quartieri cittadini.
Secondo l’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli, il percorso avviato rappresenta un passaggio decisivo verso l’internazionalizzazione delle politiche urbane. In una dichiarazione, l’assessore ha evidenziato come il commercio di vicinato sia ormai da considerarsi un presidio sociale fondamentale per la vita delle comunità locali, capace di mantenere vivi i legami tra cittadini e territorio.
Il progetto europeo si fonda su una constatazione condivisa tra le città partner: la crisi del commercio locale non è un fenomeno isolato, ma si accompagna spesso a isolamento sociale, digital divide e difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali. Allo stesso tempo, le botteghe di quartiere continuano a rappresentare spazi di fiducia e relazione quotidiana, elementi centrali per la coesione urbana.
Da questa analisi prende forma il modello dei Neighbourhood Hubs, che punta a trasformare gli esercizi commerciali in nodi multifunzionali al servizio della comunità. L’idea è quella di creare una rete diffusa di luoghi in cui cittadini e istituzioni possano incontrarsi, accedere a informazioni e partecipare attivamente alla vita del quartiere.
Petruzzelli ha sottolineato come l’ingresso in una rete composta da città europee con sfide simili rappresenti un’opportunità strategica. L’obiettivo è confrontarsi a livello transnazionale per sviluppare soluzioni condivise e rafforzare la capacità innovativa delle politiche urbane. In questo quadro, Bari si afferma come Bari capofila di un progetto europeo dedicato alla rigenerazione dei quartieri e al rafforzamento della coesione sociale.
Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la sostenibilità economica dell’iniziativa. La rete, che potrà contare tra sei e otto partner complessivi, prevede un budget totale di circa un milione di euro. Per il Comune di Bari, il progetto non comporterà alcun costo diretto: il finanziamento sarà coperto per l’80% dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e per il restante 20% dal Fondo di Rotazione nazionale, garantendo così il principio di finanziamento senza oneri per il bilancio comunale.
Il piano operativo del programma ha una durata di trenta mesi, con avvio previsto a novembre 2026 e conclusione nell’aprile 2029. L’intero percorso si inserisce nei criteri dell’Agenda Urbana Europea, che promuove modelli di sviluppo sostenibile e inclusivo nelle città.
Oltre alle risorse economiche, il programma Urbact IV offre anche un importante valore aggiunto in termini di competenze. Le città partecipanti potranno infatti beneficiare del supporto di esperti internazionali e di attività di accompagnamento tecnico, fondamentali per l’implementazione delle azioni previste.
Con questa nuova candidatura, Bari rafforza il proprio ruolo nei network europei dedicati all’innovazione urbana, puntando a diventare un vero e proprio laboratorio di sperimentazione per nuove politiche di quartiere. L’iniziativa si inserisce inoltre nel percorso di candidatura della città a Capitale europea del Commercio 2027, consolidando una strategia di lungo periodo orientata alla valorizzazione del tessuto commerciale e sociale urbano.
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