Bari si interroga sul destino dei suoi principali impianti sportivi, San Nicola e Della Vittoria, in seguito all’esclusione della città dalle sedi degli Europei di Calcio del 2032. Nonostante la presenza di due stadi di grande capienza, il capoluogo pugliese rischia di trovarsi con strutture obsolete e poco sfruttate.
Questa mattina, a Palazzo della Città, si è svolto un incontro pubblico per discutere le possibili strategie di rilancio degli impianti, promosso dal consigliere comunale e vicepresidente della Commissione Sviluppo Economico, Giuseppe Carrieri. All’appuntamento hanno partecipato il sindaco Vito Leccese, l’assessore Nicola Grasso, l’avvocato Ettore Mazzilli, direttore degli affari legali della Federazione Calcio Qatar, e il professor Francesco Perrini, docente alla Bocconi e presidente della società che gestisce lo Stadio San Siro di Milano.
Durante il dibattito, Carrieri ha sottolineato la necessità di interventi radicali per evitare l’ulteriore degrado degli impianti: “Serve una revisione completa delle modalità gestionali per migliorare l’efficienza dei costi, massimizzare i ricavi e garantire una fruizione pubblica ottimale”, ha dichiarato. Il consigliere ha anche ricordato come, recentemente, sia stato apposto un vincolo che impedisce la demolizione e ricostruzione del San Nicola, complicando eventuali progetti di radicale riconversione.
Possibili soluzioni: ristrutturazione o cessione a privati
Il professor Perrini ha evidenziato che una ristrutturazione adeguata degli stadi potrebbe attrarre investitori e società specializzate, mentre l’avvocato Mazzilli ha sottolineato l’importanza di un’analisi costi-benefici per guidare scelte sostenibili. Tra le ipotesi emerse, la cessione dello Stadio San Nicola alla squadra cittadina rappresenta un modello già adottato in altre città italiane ed europee. Carrieri ha concluso: “Occorre recuperare anni di immobilismo e ridare vita a due strutture che potrebbero dare molto alla città”.
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