Il Comune di Bari apre una nuova fase di valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, mettendo a disposizione cinque immobili comunali destinati a ospitare attività e progetti con finalità sociali. L’iniziativa punta a trasformare spazi legati in passato a fenomeni criminali in luoghi dedicati alla collettività, attraverso il coinvolgimento di associazioni, enti e soggetti senza scopo di lucro.
Le domande per ottenere la concessione gratuita degli immobili potranno essere presentate entro il 26 settembre, secondo quanto previsto dall’avviso pubblico rivolto ai soggetti indicati dal Codice antimafia. L’obiettivo dell’amministrazione è favorire interventi capaci di generare valore sociale e contribuire alla rigenerazione di aree del territorio cittadino.
Il programma è stato illustrato nel corso di un’audizione congiunta delle commissioni consiliari Legalità e Rigenerazione urbana. All’incontro hanno partecipato l’assessore Nicola Grasso e la dirigente della ripartizione Patrimonio Rosa De Parigi, che hanno fatto il punto sulle procedure in corso e sulle prossime attività previste dal Comune.
La concessione degli immobili rappresenta uno strumento per restituire alla comunità beni precedentemente sottratti al controllo criminale, favorendo la nascita di iniziative rivolte ai cittadini e capaci di rafforzare il tessuto sociale dei quartieri interessati.
Gli spazi messi a disposizione dal Comune
Gli immobili inseriti nel bando presentano caratteristiche differenti e sono distribuiti in diverse zone della città. Tra i beni disponibili figura un appartamento di circa 80 metri quadrati situato in via Pietro Oreste 9, al terzo piano di un edificio dotato di ascensore. È inoltre previsto un secondo appartamento, con una superficie di circa 100 metri quadrati, collocato in piazza San Pietro 22 al primo piano di uno stabile privo di ascensore.
L’elenco comprende anche due manufatti ubicati in via delle Regioni 60, rispettivamente di circa 23 e 27 metri quadrati, ai quali si aggiunge un terreno pertinenziale di circa tremila metri quadrati. Completano la disponibilità un locale di circa 27 metri quadrati in via Murat 54 e un locale commerciale di circa 24 metri quadrati in via Calefati 410-412, dotato anche di un box di 14 metri quadrati.
Gli spazi potranno essere utilizzati per attività coerenti con gli obiettivi dell’avviso, privilegiando proposte in grado di produrre ricadute positive sul territorio e coinvolgere la cittadinanza.
Nuove regole e strumenti digitali per la gestione dei beni
Parallelamente alla pubblicazione del bando, il Comune di Bari sta lavorando alla definizione di un nuovo regolamento dedicato ai beni confiscati. La bozza del documento dovrebbe essere completata entro la fine di settembre e successivamente sottoposta all’esame del Consiglio comunale.
Il regolamento avrà il compito di stabilire criteri e modalità per l’acquisizione degli immobili al patrimonio comunale, le procedure per la loro assegnazione e le modalità di pubblicazione degli elenchi relativi ai beni disponibili. Tra le novità previste rientra anche la creazione di una banca dati digitale accessibile attraverso il sito istituzionale dell’amministrazione.
Secondo quanto spiegato dall’assessore Nicola Grasso, l’intento è coinvolgere le realtà presenti sul territorio interessate a sviluppare percorsi sociali in luoghi che rappresentano una testimonianza del passato legato alla presenza criminale. La trasformazione di questi immobili diventa quindi parte di un percorso più ampio di recupero urbano e partecipazione civica.
Tra gli interventi già programmati rientra anche il recupero della villa confiscata situata sul lungomare IX Maggio, nel quartiere San Girolamo. Il progetto di riqualificazione è sostenuto da un finanziamento della Regione Puglia e punta a restituire alla città un ulteriore spazio destinato a funzioni pubbliche.
L’azione complessiva dell’amministrazione mira a consolidare un modello di gestione dei beni confiscati basato sulla trasparenza, sulla partecipazione degli enti del territorio e sulla restituzione alla comunità di patrimoni sottratti alla criminalità organizzata.
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