Banche in fuga dalla Puglia, cresce la desertificazione degli sportelli

La chiusura delle filiali riduce i servizi finanziari nei territori pugliesi e aumenta le preoccupazioni dei cittadini per inclusione, sicurezza e sviluppo locale

banca

La presenza delle banche nei piccoli centri pugliesi continua a ridursi, alimentando il fenomeno della desertificazione bancaria e creando nuove difficoltà per cittadini, imprese e comunità locali. Secondo il dossier 2025 realizzato dalla Uilca, il sindacato della Uil che rappresenta i lavoratori del credito, tra il 2020 e il 2025 il numero dei Comuni pugliesi con almeno una filiale bancaria è diminuito del 9,1%, passando da 208 a 189 realtà servite.

Il calo degli sportelli non riguarda soltanto la disponibilità di servizi finanziari, ma rappresenta un problema con conseguenze sociali più ampie. In Puglia sono infatti 176.531 le persone che oggi vivono in Comuni privi di una filiale bancaria, con il rischio di aumentare le difficoltà soprattutto per le fasce di popolazione meno abituate all’utilizzo esclusivo degli strumenti digitali.

La ricerca condotta annualmente dalla Uilca analizza proprio gli effetti della riduzione delle reti bancarie sul territorio nazionale. I risultati dell’indagine evidenziano un forte disagio tra i cittadini pugliesi: il 90,8% degli intervistati dichiara insoddisfazione per la chiusura o la diminuzione degli sportelli presenti nella propria zona. Inoltre, per oltre otto persone su dieci, la semplice presenza di un bancomat non può sostituire il rapporto diretto con il personale bancario.

Un elemento centrale emerso dal rapporto riguarda il valore dello sportello fisico come punto di riferimento. A livello nazionale, più dell’80% dei cittadini coinvolti nella rilevazione considera la filiale fondamentale sia per ricevere assistenza e consulenza (80,4%), sia per orientarsi nelle scelte di investimento (82,1%). Il rapporto umano con la banca viene quindi percepito come un servizio essenziale, non sostituibile completamente dai canali digitali.

La situazione pugliese appare particolarmente delicata anche osservando il numero complessivo delle filiali. Nel periodo preso in considerazione dalla Uilca, gli sportelli bancari regionali sono passati da 1.055 nel 2020 a 896 nel 2025, con una riduzione del 15,1%. Un fenomeno che secondo il sindacato rischia di accentuare le differenze tra aree urbane e territori periferici.

La diminuzione dei presidi bancari viene collegata dai cittadini anche al rischio di indebolimento delle comunità locali. Il 62,4% degli intervistati a livello nazionale ritiene infatti che la presenza o meno di una banca possa influire sulla decisione di continuare a vivere in un determinato territorio. In Puglia il dato assume dimensioni ancora più significative: l’84,3% dei partecipanti alla ricerca considera la riduzione degli sportelli una delle cause che possono favorire spopolamento e marginalizzazione dei Comuni più piccoli.

Tra le principali preoccupazioni indicate nel rapporto emerge anche il tema della sicurezza. Secondo l’81,8% degli intervistati, la scomparsa delle filiali può favorire condizioni più favorevoli al fenomeno dell’usura, mentre l’89,7% ritiene che la diminuzione del contatto diretto con gli operatori bancari renda soprattutto gli anziani e le persone più fragili maggiormente esposti alle truffe online.

Sul tema è intervenuto il segretario generale della Uilca Fulvio Furlan, sottolineando come la desertificazione bancaria rappresenti un problema concreto per il tessuto economico e sociale. La chiusura di uno sportello, secondo il sindacato, non comporta soltanto una modifica nell’organizzazione dei servizi, ma può tradursi nella perdita di un punto di riferimento per pensionati, famiglie e piccoli imprenditori.

Per affrontare il fenomeno, la Uilca propone la creazione di strumenti permanenti di monitoraggio, come osservatori regionali con il coinvolgimento di istituzioni, organizzazioni sindacali, Abi e banche. L’obiettivo sarebbe individuare preventivamente le situazioni più critiche e valutare soluzioni alternative prima della chiusura definitiva degli sportelli.

Anche la Uilca Puglia evidenzia la necessità di una strategia condivisa per garantire inclusione finanziaria e tutela dei territori. Secondo il segretario generale regionale Gianni Putignano, la riduzione delle filiali rischia di aumentare disuguaglianze e vulnerabilità sociali, rendendo necessario un intervento coordinato per salvaguardare i servizi essenziali.

Nel contesto delle trasformazioni del settore bancario, il sindacato richiama inoltre l’importanza di mantenere una funzione sociale degli istituti di credito, affinché i processi di riorganizzazione siano orientati anche alla tutela dell’occupazione e alla presenza capillare sul territorio.

Redazione

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