Una criminalità in evoluzione, capace di adattarsi e radicarsi in nuovi contesti, è al centro dell’analisi condotta dalla Commissione parlamentare Antimafia durante la missione in Puglia. La tappa di Bari ha offerto un quadro dettagliato di un sistema criminale sempre più articolato, caratterizzato da violenza, capacità economica e infiltrazioni nel tessuto istituzionale.
Nel corso dell’incontro, è emersa una trasformazione significativa delle dinamiche criminali. Le cosiddette “nuove leve” si distinguono per una maggiore aggressività e per l’adozione di metodi sempre più strutturati, che richiamano modelli tipici delle organizzazioni mafiose. Questo cambiamento segna un’evoluzione rispetto alle forme tradizionali di criminalità locale.
Uno dei fenomeni più rilevanti riguarda i reati predatori. Gli assalti ai furgoni portavalori rappresentano un elemento centrale dell’attenzione investigativa, sia per la frequenza sia per le modalità operative, ritenute assimilabili a quelle delle organizzazioni mafiose. Proprio su questo fronte si valuta un possibile ampliamento delle competenze delle Direzioni distrettuali antimafia.
Parallelamente, assume un peso crescente la dimensione economica delle attività illegali. Negli ultimi cinque anni sono stati sequestrati oltre 100 milioni di euro nel territorio, una cifra che evidenzia la capacità delle organizzazioni di generare e movimentare ingenti capitali. Una parte significativa di queste risorse è stata intercettata attraverso strumenti di prevenzione previsti dal codice antimafia.
Il riciclaggio rappresenta uno dei nodi principali. Le organizzazioni criminali reinvestono i proventi illeciti nell’economia legale, sfruttando anche strumenti tecnologici e piattaforme digitali, rendendo più complesso il lavoro di tracciamento da parte delle autorità. Questo processo consente ai gruppi di consolidare la propria presenza in settori economici apparentemente regolari.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda le infiltrazioni nei piccoli comuni. Secondo quanto emerso, la criminalità tende a insediarsi in contesti amministrativi più fragili, dove può esercitare un’influenza più incisiva, incidendo sulle dinamiche locali e sui processi decisionali.
Il quadro delineato evidenzia anche collegamenti con altre realtà criminali. I rapporti tra clan locali e organizzazioni come la ’ndrangheta confermano una dimensione interregionale del fenomeno, che amplia la portata delle attività illecite e ne rafforza la struttura.
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