Corato, due giovani ai domiciliari per auto incendiate: sospette vendette personali

Un 18enne e un 27enne sono accusati di aver dato fuoco a due vetture in episodi distinti. Decisive per le indagini le immagini delle telecamere di sorveglianza, che avrebbero permesso di ricostruire gli spostamenti dei presunti responsabili

Due giovani di 18 e 27 anni sono finiti agli arresti domiciliari a Corato, nell’ambito di un’indagine su una serie di incendi che hanno provocato la distruzione di alcune automobili. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dietro gli episodi potrebbero esserci contrasti di natura personale sfociati in azioni di ritorsione, con l’obiettivo di danneggiare i veicoli appartenenti alle persone coinvolte nei dissidi.

Il provvedimento cautelare è stato eseguito nel pomeriggio del 28 ottobre dagli agenti della Polizia di Stato, in seguito a un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica.

I due indagati, già destinatari in passato di provvedimenti restrittivi per fatti analoghi, devono rispondere dell’ipotesi di danneggiamento seguito da incendio, commesso in concorso. Le contestazioni riguardano due distinti episodi avvenuti a distanza di pochi giorni, durante i quali altrettante automobili sono state completamente distrutte dal fuoco.

Le telecamere di sorveglianza decisive per ricostruire gli incendi

Un contributo determinante alle indagini sarebbe arrivato dall’analisi delle registrazioni effettuate dagli impianti di videosorveglianza presenti sul territorio comunale.

Gli agenti del Commissariato di Corato hanno esaminato numerosi filmati, riuscendo a ricostruire i movimenti dei sospettati nelle fasi precedenti e successive a uno degli incendi.

Le immagini avrebbero documentato anche una sosta presso un distributore di carburante, dove i due giovani si sarebbero recati dopo essersi incontrati. Secondo la ricostruzione investigativa, il combustibile acquistato sarebbe stato successivamente utilizzato per appiccare il fuoco a una delle vetture prese di mira.

Una volta raggiunto il luogo individuato per l’azione, i presunti responsabili avrebbero versato il liquido infiammabile sull’automobile, provocando una violenta combustione accompagnata da una fiammata di notevoli dimensioni.

La rapidità con cui si sarebbero sviluppate le fiamme avrebbe potuto mettere in pericolo anche altri mezzi parcheggiati nelle vicinanze. L’intervento dei vigili del fuoco ha però evitato che il rogo coinvolgesse ulteriori automobili, limitando le conseguenze dell’incendio.

Volti coperti durante l’azione, identificati grazie ai filmati

L’individuazione dei presunti autori non sarebbe stata immediata. Durante l’episodio, infatti, entrambi avrebbero utilizzato dei passamontagna per nascondere il volto e rendere più difficile il riconoscimento.

Gli investigatori hanno quindi concentrato gli accertamenti sugli spostamenti compiuti prima e dopo l’incendio, confrontando le registrazioni provenienti da diversi punti della città e da aree situate anche a diversi chilometri di distanza.

Il confronto tra le sequenze video avrebbe consentito di seguire il percorso dei sospettati fino a individuarli senza il volto coperto. Un’attività investigativa che ha permesso agli agenti di raccogliere ulteriori elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

Per uno dei due incendi sarebbero emersi indizi a carico di entrambi i giovani, mentre il secondo episodio viene attribuito dagli inquirenti soltanto a uno degli indagati.

L’ipotesi delle ritorsioni dopo contrasti privati

Uno degli aspetti sui quali si è concentrata l’attenzione degli investigatori riguarda il possibile movente degli incendi.

Le automobili sarebbero state prese di mira per ragioni riconducibili a dissapori personali, trasformando il danneggiamento dei veicoli in una possibile forma di intimidazione nei confronti dei proprietari.

Dagli elementi attualmente disponibili non emergerebbero richieste di denaro né circostanze tali da far ipotizzare finalità estorsive. Il quadro investigativo sarebbe invece compatibile con azioni punitive maturate nell’ambito di rapporti privati deteriorati.

A rendere più delicata la posizione dei due giovani contribuisce anche il loro precedente coinvolgimento in altri procedimenti relativi a incendi. Entrambi, infatti, erano già stati arrestati per episodi dello stesso genere.

Nell’ordinanza cautelare, il giudice ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e un concreto rischio di reiterazione di condotte analoghe, disponendo per questo motivo la permanenza dei due indagati agli arresti domiciliari.

Le indagini non riguardano il rogo del 24 ottobre

Gli accertamenti che hanno portato all’esecuzione delle misure cautelari non devono essere confusi con quelli relativi a un altro incendio verificatosi a Corato nella notte del 24 ottobre.

In quella circostanza, un rogo sviluppatosi nel centro cittadino aveva coinvolto uno scooter, un’automobile e un furgone, causando danni anche a un edificio residenziale nelle immediate vicinanze.

Le fiamme avevano infatti raggiunto il portone d’ingresso e un balcone del condominio, rendendo particolarmente preoccupante la situazione.

Non risultano collegamenti accertati tra quell’episodio e i fatti contestati ai due giovani raggiunti dall’ordinanza del 28 ottobre. Per l’incendio del 24 ottobre proseguono dunque accertamenti separati, finalizzati a chiarire la dinamica e le eventuali responsabilità.

Le prossime fasi del procedimento giudiziario

L’esecuzione degli arresti domiciliari rappresenta una fase cautelare del procedimento e non equivale a una condanna.

Gli elementi raccolti dalla Polizia di Stato e valutati dall’autorità giudiziaria dovranno essere sottoposti alle successive verifiche processuali, durante le quali gli indagati potranno esercitare pienamente il proprio diritto di difesa.

Resta valido il principio della presunzione di innocenza fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva, mentre l’attività investigativa ha consentito, allo stato, di delineare le presunte responsabilità nei due incendi oggetto dell’inchiesta.

Redazione

Seguici su

Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Nuovo colpo ai danni di Enel Distribuzione nel Salento. I ladri hanno sottratto circa mille...
Due cittadini tunisini di 28 e 27 anni sono finiti in carcere su disposizione del...
La sentenza del Tribunale di Bari chiude il primo grado del procedimento con rito abbreviato...

Altre notizie