La Puglia definisce una nuova strategia per contrastare l’inquinamento atmosferico e migliorare le condizioni ambientali del territorio. La Giunta regionale ha dato il via libera definitivo al Piano regionale per la qualità dell’aria, un documento che individua interventi destinati a incidere su trasporti, industria, riscaldamento domestico, agricoltura e gestione degli spazi urbani.
L’obiettivo è contenere progressivamente le emissioni delle sostanze inquinanti, tutelando la salute della popolazione e accompagnando il sistema economico verso modelli produttivi maggiormente sostenibili.
Il programma si inserisce nel percorso di transizione energetica regionale e tiene conto dei nuovi standard europei sulla qualità dell’aria, che diventeranno applicabili dal 2030.
Pur rispettando attualmente i limiti stabiliti dalla legislazione vigente, il territorio pugliese presenta alcune problematiche legate soprattutto alla concentrazione delle polveri sottili in determinati periodi dell’anno.
Riscaldamento domestico, restrizioni dal 2026 per stufe e camini inquinanti
Uno degli ambiti prioritari riguarda gli impianti utilizzati per riscaldare le abitazioni. Secondo le valutazioni regionali, la combustione di biomasse negli apparecchi domestici rappresenta una delle principali cause delle criticità legate al particolato atmosferico.
Per affrontare il problema, il Piano introduce limitazioni progressive all’impiego dei generatori di calore meno efficienti, con disposizioni previste a partire dal 2026 e ulteriori restrizioni dal 2030.
Nelle aree individuate come critiche attraverso i controlli ambientali, le misure interesseranno gli apparecchi a biomassa con classificazioni prestazionali inferiori a tre o quattro stelle, secondo le condizioni previste dalla programmazione regionale.
Le restrizioni saranno accompagnate da incentivi economici per favorire la sostituzione delle vecchie stufe e dei camini tradizionali con sistemi di riscaldamento meno inquinanti.
La Regione aveva già avviato iniziative di sostegno nel 2024 e nel 2025, destinando contributi alla modernizzazione degli impianti nelle zone maggiormente esposte alle concentrazioni di polveri sottili.
Sono inoltre previsti strumenti per migliorare il controllo dell’efficienza energetica degli edifici, anche attraverso il catasto regionale degli impianti termici.
Trasporti pubblici, auto diesel e porti: cosa cambia
Una parte significativa della strategia ambientale riguarda il settore della mobilità, considerato determinante per contenere le emissioni prodotte dalla circolazione dei veicoli.
Il Piano punta innanzitutto al rinnovamento delle flotte del trasporto pubblico locale, favorendo l’introduzione di autobus elettrici, alimentati a metano oppure a idrogeno.
Parallelamente saranno promossi interventi per ampliare le opportunità di spostamento in bicicletta e incentivare forme di mobilità alternative all’automobile privata.
Tra le disposizioni figurano anche limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel fino alla classe Euro 5, da applicare nelle aree interessate da superamenti dei valori di riferimento della qualità dell’aria.
Un altro capitolo riguarda le attività portuali. Negli scali di Bari, Brindisi e Taranto è prevista l’elettrificazione delle banchine attraverso sistemi di cold ironing.
Questa tecnologia consente alle imbarcazioni ormeggiate di ricevere energia elettrica dalla rete terrestre, riducendo la necessità di mantenere accesi i motori ausiliari durante la permanenza in porto e contribuendo così a limitare le emissioni atmosferiche.
Industria ed energia, controlli più rigorosi sulle emissioni
Il nuovo quadro regionale interviene anche sulle attività industriali, introducendo criteri ambientali più stringenti per gli impianti di nuova realizzazione e per quelli sottoposti a modifiche sostanziali.
Nell’ambito delle procedure di Autorizzazione integrata ambientale saranno applicati valori limite di emissione più restrittivi, facendo riferimento alle migliori tecniche disponibili previste dalla normativa di settore.
Particolare attenzione sarà rivolta alla riduzione delle polveri totali, degli ossidi di azoto, dei composti organici volatili e dell’anidride solforosa.
Anche i finanziamenti regionali destinati alle imprese terranno conto dei benefici ambientali dei progetti presentati. Saranno valorizzati gli investimenti capaci di diminuire le emissioni oltre gli obblighi minimi stabiliti dalla legge.
Sul versante energetico, il Piano conferma inoltre l’indirizzo verso il progressivo superamento della produzione elettrica alimentata da carbone e petrolio, favorendo il ricorso alle fonti rinnovabili, il miglioramento dell’efficienza energetica e lo sviluppo dell’idrogeno verde.
Oltre 2,6 milioni di euro per Arpa Puglia
Per rendere più efficace il sistema di controllo ambientale, la Regione prevede un investimento superiore a 2,6 milioni di euro destinato ad Arpa Puglia.
Le risorse saranno utilizzate per aggiornare e adeguare la rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria, oltre che per migliorare l’inventario delle emissioni atmosferiche.
Il rafforzamento delle attività di monitoraggio permetterà di disporre di informazioni più aggiornate sulle concentrazioni degli inquinanti e di individuare con maggiore precisione le situazioni che richiedono interventi specifici.
Il Piano attribuisce inoltre un ruolo più incisivo alle amministrazioni comunali, prevedendo sistemi di allerta collegati ai dati ambientali e tavoli tecnici per affrontare eventuali criticità.
Agricoltura e verde urbano, interventi contro le emissioni
Le misure regionali coinvolgono anche il comparto agricolo, con particolare attenzione alle pratiche che contribuiscono all’inquinamento atmosferico.
Saranno regolamentate e limitate le operazioni di combustione all’aperto delle stoppie e dei residui vegetali, mentre per gli allevamenti saranno promosse soluzioni finalizzate a contenere le emissioni di ammoniaca.
Un ulteriore ambito di intervento riguarda la presenza di vegetazione nei centri abitati.
La Regione intende sviluppare progetti di forestazione urbana e periurbana e iniziative di biorisanamento, anche per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Per ampliare queste attività, l’assessorato regionale all’Ambiente punta a ottenere ulteriori finanziamenti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Educazione ambientale e partecipazione dei cittadini
Accanto agli interventi infrastrutturali e alle nuove disposizioni, il Piano dedica spazio alla sensibilizzazione della popolazione.
Saranno promosse campagne informative sull’utilizzo corretto degli impianti a biomassa e sulle abitudini quotidiane che possono contribuire a limitare l’inquinamento.
Tra gli strumenti previsti figurano anche i Living Labs, laboratori partecipativi destinati a coinvolgere cittadini e realtà territoriali nell’osservazione dei comportamenti, delle emissioni e della qualità dell’aria.
Le iniziative potranno essere sviluppate attraverso la rete regionale Infeas e i Centri di educazione ambientale e alla sostenibilità.
L’assessora regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, ha evidenziato come il documento rappresenti uno strumento di programmazione capace di collegare le politiche ambientali alle esigenze delle comunità locali.
Secondo l’assessora, la collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini sarà un elemento centrale per raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla nuova disciplina europea.
Il traguardo del 2030 costituisce quindi il principale riferimento temporale della strategia regionale, che punta a mantenere il rispetto dei limiti attuali e a conseguire un’ulteriore diminuzione delle concentrazioni degli inquinanti atmosferici attraverso interventi coordinati nei diversi settori economici e sociali.
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