Università di Bari, cambiano le tasse per le fasce di reddito più alte

Il nuovo regolamento conferma la no tax area fino a 26mila euro di Isee, mentre aumentano gli importi per gli studenti con redditi più elevati

Il nuovo anno accademico porta alcune modifiche al sistema delle tasse dell’Università degli Studi di Bari. Il nuovo regolamento, approvato dal Senato accademico lo scorso luglio, prevede infatti un aumento della contribuzione per gli studenti con un Isee più elevato.

Le variazioni interessano in particolare chi presenta un Isee superiore a 50mila euro. Per la fascia compresa tra 50mila e 100mila euro, l’incremento dovrebbe essere di circa 100 euro all’anno. Per chi supera invece i 100mila euro, l’aumento potrebbe andare oltre i 500 euro annuali.

Secondo le intenzioni dell’ateneo, le maggiori entrate potrebbero generare alcuni milioni di euro, destinati in futuro al miglioramento dei servizi universitari.

Resta invece invariata la no tax area fino a 26mila euro di Isee, anche se sono previste alcune eccezioni legate alla carriera accademica. L’esenzione può infatti non essere applicata agli studenti fuori corso da oltre due anni o a chi, dal secondo anno in poi, abbia conseguito un numero insufficiente di crediti.

Il nuovo sistema mantiene quindi la tutela per le fasce economiche più basse, concentrando gli aumenti soprattutto sugli studenti con una maggiore capacità contributiva.

Le modifiche non hanno convinto l’associazione studentesca Udu, che durante la votazione sul regolamento ha scelto di astenersi. L’organizzazione ha contestato l’aumento delle tasse, sostenendo che anche un intervento limitato alle fasce di reddito più alte rischi di allontanare l’università da un modello fondato sulla massima accessibilità.

Udu ribadisce infatti la propria posizione a favore di una formazione gratuita e di un diritto allo studio realmente universale.

L’associazione ha sollevato dubbi anche sulla gestione dell’Isee. Chi non presenta l’indicatore economico al momento dell’iscrizione viene infatti collocato automaticamente nella fascia più alta, quella oltre i 100mila euro. La posizione può essere successivamente corretta, ma è previsto il pagamento di una penale.

Uno degli aspetti su cui Udu intende mantenere alta l’attenzione riguarda la destinazione delle nuove risorse. L’associazione chiede che gli introiti derivanti dagli aumenti vengano reinvestiti concretamente nei servizi per la comunità studentesca.

Udu ha inoltre manifestato la volontà di confrontarsi con l’amministrazione sulla destinazione dei fondi, portando negli organi decisionali le esigenze degli studenti.

Il nuovo regolamento introduce dunque aumenti concentrati sulle fasce di reddito più elevate, mentre rimane confermata la no tax area fino a 26mila euro di Isee. Il confronto tra ateneo e rappresentanza studentesca proseguirà soprattutto sul modo in cui verranno utilizzate le maggiori risorse raccolte.

Redazione

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