Un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza nel porto di Bari ha portato al sequestro di tre missili classificati come armi da guerra e al fermo di un cittadino francese di 46 anni. L’uomo, alla guida di un furgone con targa francese, era appena arrivato in Italia a bordo di una motonave proveniente da Patrasso quando è stato sottoposto alle verifiche da parte dei militari.
Secondo quanto riportato dall’ordinanza del gip del Tribunale di Bari, Valeria Isabella Valenzi, gli accertamenti sul mezzo hanno permesso di individuare cinque contenitori logistici progettati per il trasporto di sistemi anticarro. All’interno degli involucri sono stati trovati tubi di lancio e diversi missili, tra cui tre esemplari del modello Akeron.
Il materiale rinvenuto è stato successivamente sottoposto a una valutazione tecnica da parte dell’Esercito italiano, incaricato di effettuare una perizia per stabilire la natura e le caratteristiche degli armamenti trasportati.
Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione anche sulle marcature presenti sui dispositivi. I tubi di lancio mostravano infatti delle bande blu, un elemento che, secondo gli standard adottati dalla Nato, viene utilizzato per identificare materiali destinati all’addestramento e privi di carica esplosiva.
Durante le verifiche, però, i militari hanno ipotizzato che tale contrassegno potesse essere stato applicato successivamente attraverso un nastro adesivo facilmente rimovibile. Al di sotto della fascia blu sarebbe stata individuata una colorazione giallo-nera, associata invece a munizionamento ad alto esplosivo con capacità perforante.
La presenza di queste caratteristiche ha spinto gli investigatori a considerare il materiale come potenzialmente riconducibile ad armamenti operativi e non semplicemente a strumenti per esercitazioni.
Parallelamente agli accertamenti tecnici, la magistratura ha disposto ulteriori verifiche sulla documentazione fornita dalla difesa del trasportatore. Secondo quanto emerso, nei documenti presentati sarebbero state rilevate alcune anomalie, tra cui differenze nei timbri e incongruenze relative alle date indicate.
Un ulteriore elemento valutato dalla giudice riguarda le autorizzazioni necessarie per il trasferimento di materiale d’armamento. Nell’ordinanza viene evidenziato che, allo stato degli atti, non sarebbero state presentate le autorizzazioni richieste dalla normativa italiana per il trasporto di questo tipo di equipaggiamento militare.
L’indagine prosegue quindi per chiarire la provenienza dei missili, la destinazione del carico e la regolarità delle procedure seguite per il trasferimento del materiale. Gli accertamenti dovranno inoltre stabilire la validità della documentazione prodotta e l’eventuale presenza di irregolarità nelle modalità di trasporto degli armamenti.
Il sequestro avvenuto nello scalo pugliese si inserisce nell’attività di controllo svolta dalle forze dell’ordine sui traffici internazionali di materiali soggetti a particolari autorizzazioni, soprattutto quando riguardano sistemi d’arma e componenti militari.
Il caso resta ora al centro delle verifiche della magistratura e degli organismi competenti, chiamati a ricostruire ogni passaggio relativo al viaggio e al carico trasportato dal cittadino francese.
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