Bari Vecchia, droga nascosta in una finta cassetta postale: denunciato un 15enne

Blitz della Polizia contro la criminalità giovanile: identificati 53 minori, un arresto e quattro denunce nel capoluogo pugliese

Un nascondiglio insolito per custodire sostanze stupefacenti è stato scoperto dalla Polizia di Stato a Bari Vecchia, nell’ambito di una vasta operazione nazionale contro la criminalità giovanile. Gli agenti della Squadra Mobile di Bari hanno trovato hashish e marijuana nascosti all’interno di una finta cassetta postale, riconducibile a un giovane di 15 anni poi arrestato.

L’intervento rientra nel maxi blitz coordinato dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, che ha coinvolto 44 province italiane con l’obiettivo di contrastare fenomeni legati alle baby gang, allo spaccio e ai reati commessi da gruppi di giovanissimi.

Controlli concentrati nel centro e a Madonnella

A Bari i servizi predisposti dal questore hanno interessato in particolare il centro cittadino e Bari Vecchia, aree considerate più esposte a fenomeni di criminalità giovanile.

Il bilancio complessivo dell’attività parla di:

  • 53 minori identificati
  • un arresto
  • quattro denunce nei confronti di minorenni coinvolti in distinti episodi

Le verifiche hanno coinvolto personale della Squadra Mobile, delle Volanti e dei Commissariati cittadini.

Il ritrovamento della droga a Bari Vecchia

L’arresto del 15enne risale allo scorso 22 giugno, quando gli agenti hanno sorpreso il giovane mentre avrebbe ceduto una dose di hashish nel centro storico.

Durante gli accertamenti successivi, nelle vicinanze del luogo della presunta cessione, i poliziotti hanno individuato un nascondiglio particolare: una cassetta postale finta utilizzata per occultare la droga.

All’interno del contenitore sono stati recuperati:

  • 183 grammi di hashish
  • 228 grammi di marijuana

Un quantitativo complessivo vicino al mezzo chilo di sostanza stupefacente.

La misura per il minorenne

Su disposizione della Procura per i Minorenni, il ragazzo è stato arrestato e successivamente affidato ai genitori con la misura della permanenza in casa.

La posizione del giovane resta comunque al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare tutti gli elementi raccolti dagli investigatori.

Redazione

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