Il futuro dell’olivicoltura pugliese torna al centro del confronto politico e istituzionale. Lunedì 12 ottobre, a Bari, produttori agricoli, rappresentanti delle cooperative e operatori dei frantoi si riuniranno davanti alla Prefettura per denunciare le difficoltà economiche che stanno interessando uno dei comparti più rappresentativi dell’agricoltura regionale.
L’iniziativa, promossa dal comitato Orgoglio Olivicolo insieme a Confagricoltura Bari-Bat, punta a ottenere provvedimenti concreti dalle istituzioni regionali e dal Governo nazionale. Al centro della mobilitazione ci saranno soprattutto la tutela delle imprese, la salvaguardia dell’occupazione e la necessità di garantire maggiore stabilità al mercato dell’olio.
La protesta coinvolgerà operatori provenienti da diverse province pugliesi, uniti dalla richiesta di una strategia complessiva capace di affrontare le criticità che stanno mettendo sotto pressione l’intera filiera produttiva.
Dieci richieste per sostenere la filiera olivicola
Uno degli elementi principali della mobilitazione sarà la presentazione di un documento articolato in dieci proposte, elaborato dal comitato Orgoglio Olivicolo attraverso il confronto con le diverse componenti del settore.
Il testo, destinato alle autorità competenti, sarà consegnato al prefetto di Bari con l’obiettivo di sollecitare iniziative immediate e interventi strutturali.
Tra le priorità individuate figura innanzitutto il riconoscimento ufficiale dello stato di crisi del comparto agricolo e olivicolo, accompagnato dall’introduzione di strumenti straordinari per sostenere le aziende maggiormente esposte alle difficoltà economiche.
Un’altra richiesta riguarda l’effettiva applicazione del Documento di Accompagnamento Olivicolo, provvedimento annunciato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Particolare attenzione viene inoltre riservata al contrasto delle irregolarità commerciali. Gli operatori chiedono infatti un sistema nazionale di verifiche contro le frodi nel mercato dell’olio, con controlli programmati e risultati verificabili.
Sul fronte economico, le organizzazioni promotrici ritengono indispensabile introdurre misure straordinarie per lo stoccaggio dell’olio, così da contribuire alla tenuta delle quotazioni riconosciute ai produttori. A queste iniziative dovrebbe affiancarsi un sostegno finanziario specifico per i frantoi, considerati un elemento fondamentale della filiera.
Oltre 30mila occupati coinvolti nelle difficoltà del comparto
Le preoccupazioni delle associazioni agricole riguardano soprattutto le possibili conseguenze della crisi sul tessuto produttivo e occupazionale della regione.
Secondo le stime diffuse da Orgoglio Olivicolo, sono oltre 16mila le imprese pugliesi interessate dalle criticità del settore, mentre il numero complessivo dei lavoratori coinvolti supera le 30mila unità.
La filiera olivicola rappresenta infatti una realtà economica molto più ampia della sola produzione agricola. Accanto agli oltre 20mila addetti direttamente occupati operano tra 10mila e 12mila lavoratori impegnati nelle attività collegate.
Si tratta di professionalità che comprendono gli specialisti della potatura, i tecnici agronomici, gli esperti di protezione fitosanitaria, gli operatori della manutenzione dei macchinari e gli addetti alla commercializzazione delle attrezzature.
A queste figure si aggiungono i lavoratori impiegati nella logistica, nel confezionamento, nelle certificazioni e nelle attività turistiche legate alla valorizzazione dell’olio.
Un eventuale ridimensionamento della produzione avrebbe quindi ripercussioni su numerose attività economiche, incidendo sul reddito delle famiglie e sulla continuità delle imprese presenti nei territori rurali.
Per il comitato promotore, la rilevanza economica e sociale dell’olivicoltura richiede un’attenzione istituzionale proporzionata al peso che il settore riveste nell’economia pugliese.
Confronto con le banche e incontro alla Regione Puglia
Parallelamente alla manifestazione, proseguiranno le interlocuzioni istituzionali per individuare possibili soluzioni alle difficoltà del comparto.
Nel pomeriggio del 12 ottobre è previsto un tavolo dedicato alla filiera olivicolo-olearia, convocato dall’assessore regionale all’Agricoltura Paolicelli presso la sede dell’assessorato.
All’incontro parteciperanno anche i rappresentanti dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e una delegazione di Orgoglio Olivicolo.
Il coinvolgimento del sistema bancario rappresenta un passaggio significativo nel confronto sulle condizioni economiche delle imprese e sulle possibili forme di sostegno finanziario.
Nei giorni precedenti, inoltre, la prefetta di Bari Rossana Riflesso aveva già ricevuto alcuni esponenti del mondo olivicolo e i sindaci dell’Area metropolitana, avviando un’interlocuzione sulle problematiche segnalate dagli operatori.
Il coinvolgimento dei Comuni e la posizione di Confagricoltura
La mobilitazione non si limiterà al confronto con il Governo e la Regione. Orgoglio Olivicolo ha infatti rivolto un appello alle amministrazioni comunali pugliesi, chiedendo ai sindaci di promuovere nei rispettivi Consigli comunali l’approvazione di documenti ufficiali a sostegno delle rivendicazioni della filiera.
L’obiettivo è ampliare il coinvolgimento delle istituzioni territoriali e rafforzare la richiesta di interventi coordinati.
Anche Confagricoltura Bari-Bat ha evidenziato la necessità di superare le misure occasionali, sottolineando come il protrarsi delle difficoltà possa compromettere la sopravvivenza di numerose aziende agricole e determinare una progressiva riduzione dell’occupazione.
Per l’organizzazione, la manifestazione rappresenta una richiesta di tutela economica e sociale da parte di un settore che considera ormai indispensabile l’adozione di provvedimenti organici.
La giornata del 12 ottobre si preannuncia quindi come un momento decisivo di mobilitazione e confronto istituzionale, con le associazioni agricole impegnate a ottenere impegni precisi sulla protezione delle imprese, sulla trasparenza del mercato e sulla sostenibilità economica della produzione olivicola pugliese.
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