Crac Ferrovie del Sud-Est, chieste 13 condanne in appello

La Procura generale di Bari ha sollecitato pene fino a 12 anni per gli imputati coinvolti nel procedimento sul dissesto da 230 milioni di euro della società pugliese

Sono tredici le condanne chieste dalla Procura generale di Bari nel processo d’appello sul crac da 230 milioni di euro di Ferrovie del Sud-Est. Le richieste sono state formulate dal sostituto procuratore generale Francesco Bretone davanti alla Corte d’Appello di Bari.

Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta, distrazione e dissipazione del patrimonio societario, per fatti che secondo l’accusa si sarebbero verificati tra il 2001 e il 2015.

La richiesta più alta riguarda Luigi Fiorillo, ex amministratore unico di Ferrovie del Sud-Est. La Procura generale ha chiesto 12 anni di reclusione, contro i dieci anni inflitti dal Tribunale di Bari nel marzo 2024. Per Fiorillo vengono contestati anche altri cinque episodi di presunta dissipazione delle risorse aziendali.

Per l’avvocato Angelo Schiano, condannato in primo grado a quattro anni, sono stati chiesti dieci anni per bancarotta e diverse ipotesi di dissipazione.

La Procura ha inoltre chiesto la conferma delle condanne per Ferdinando Bitonte, a quattro anni e sei mesi, per l’ex dirigente Francesco Paolo Angiulli, a quattro anni, e per l’ex dipendente Nicola Di Cosola, a due anni con pena sospesa. Secondo l’accusa, alcune società riconducibili a Bitonte avrebbero contribuito alla sottrazione di 53 milioni di euro dalle casse di Fse.

La Procura generale ha impugnato anche le assoluzioni di Vito Antonio Prato, Fabrizio Romano Camilli, Carolina Neri, Gianluigi Cezza, Rita Giannuzzi, Carlo Beltramelli, Sandro Simoncini e Nicola Alfonso.

Per loro sono state chieste pene comprese tra tre e sei anni di reclusione. Le posizioni dovranno ora essere nuovamente valutate dalla Corte d’Appello.

In primo grado, nel marzo 2024, il Tribunale di Bari aveva pronunciato complessivamente cinque condanne.

Il processo proseguirà il 20 ottobre con la discussione delle parti civili, tra cui Ferrovie del Sud-Est, Ferrovie dello Stato, Ministero dei Trasporti e Regione Puglia. Successivamente sarà la volta delle difese.

Redazione

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