Xylella nel Parco dell’Alta Murgia, allarme per biodiversità e agricoltura

L’infezione colpisce anche i mandorli: il Parco chiede misure meno invasive per tutelare ambiente e specie protette

L’espansione della Xylella fastidiosa all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia preoccupa enti, agricoltori e istituzioni. Il batterio, già noto per i gravi danni arrecati agli ulivi pugliesi, ha ora raggiunto anche i mandorli delle aree di Santeramo e Cassano, mettendo a rischio non solo le colture, ma anche l’equilibrio ecologico dell’intera area protetta.

Il Parco ha convocato un incontro urgente con la Regione Puglia per fare il punto sulla diffusione dell’infezione e discutere le possibili contromisure. Il confronto ha coinvolto amministratori locali e rappresentanti delle principali organizzazioni agricole, come CIA, Confagricoltura e Coldiretti Puglia, per un’analisi condivisa della situazione.

Durante la riunione, l’Ente Parco ha espresso forti riserve sull’applicazione delle misure standard di contenimento, che prevedono l’abbattimento delle piante infette e l’uso di disseccanti chimici, come il glifosato. Tali interventi, seppur previsti dalla normativa vigente, potrebbero danneggiare irreparabilmente gli habitat naturali del Parco, compromettendo la sopravvivenza di specie protette e mettendo a rischio i corridoi ecologici.

Tra le piante da eradicare figurano anche specie del genere Prunus, come il Prunus webbii e il perastro, entrambe protette. Un’analisi dettagliata delle ortofoto ha rilevato che molte di queste si trovano in Zona B del Parco, su terreni destinati al pascolo, dove l’impiego di fitofarmaci comprometterebbe habitat ad alto valore conservazionistico.

Salvatore Infantino, direttore dell’Osservatorio Fitosanitario regionale, ha illustrato le varianti del patogeno che si stanno diffondendo nel territorio pugliese. Ha sottolineato la necessità di attuare interventi di eradicazione mirati, in conformità con le specifiche determinazioni dell’Osservatorio, comprese le fasce di contenimento e le misure di sicurezza.

Il commissario del Parco, Francesco Tarantini, ha ribadito la necessità di un approccio bilanciato, che tenga conto sia dell’urgenza di contenere il batterio sia della tutela delle specie forestali e degli ecosistemi presenti. Tarantini ha sottolineato l’importanza di un dialogo costante con le autorità competenti per adottare strategie sostenibili e ridurre l’impatto ambientale degli interventi.

Alla luce delle criticità emerse, l’Ente Parco ha proposto di valutare l’applicazione della deroga prevista dal regolamento UE, che consente di salvaguardare piante di particolare valore storico, sociale e ambientale anche in aree infette.

Uno degli obiettivi principali dell’Ente è promuovere soluzioni alternative che uniscano efficacia e sostenibilità. In questo senso, si è reso disponibile a lanciare una campagna di informazione rivolta a cittadini e agricoltori, per favorire comportamenti consapevoli nella gestione dell’infezione.

La diffusione della Xylella nel cuore dell’Alta Murgia rappresenta un’emergenza che va affrontata con urgenza, ma anche con cautela e responsabilità, per evitare danni irreversibili a un patrimonio ambientale unico nel suo genere.

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