Prenderà il via il 2 luglio prossimo il processo nei confronti di 124 persone arrestate nel blitz della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) che ha svelato un presunto voto di scambio politico-mafioso durante le elezioni comunali di Bari nel 2019. Il giudizio immediato è stato ottenuto per tutti gli imputati, come riportato dall’Ansa.
Tra gli arrestati figurano nomi noti della politica e della criminalità barese:
Carmen Lorusso, ex consigliera comunale e moglie di Olivieri.
Savino Parisi e Eugenio Palermiti, boss della criminalità barese.
Diversi imprenditori locali.
Secondo le indagini, il clan Parisi-Palermiti avrebbe infiltrato il sistema economico di Bari, esercitando un’influenza significativa sulle decisioni politiche e amministrative della città. L’inchiesta ha portato alla luce una rete di corruzione e scambi di favori tra politici e mafiosi, finalizzata a controllare il risultato elettorale.
Una delle conseguenze più rilevanti dell’operazione è stata la messa in amministrazione giudiziaria dell’Amtab, l’azienda municipalizzata di trasporto pubblico locale. Questo provvedimento è stato recentemente confermato, evidenziando come vi fossero state assunzioni imposte da esponenti del clan Parisi. La gestione dell’azienda è ora sotto controllo per prevenire ulteriori infiltrazioni mafiose.
A seguito dell’avvio dell’inchiesta, il Ministero dell’Interno ha nominato una Commissione di accesso in Comune. Questa commissione sta valutando l’ipotesi di scioglimento del Consiglio Comunale di Bari per presunte infiltrazioni della mafia. La presenza della criminalità organizzata all’interno delle istituzioni locali rappresenta un serio rischio per la democrazia e la trasparenza amministrativa.
Il processo che inizierà il 2 luglio rappresenta un passo cruciale nella lotta contro la collusione tra politica e mafia a Bari. La speranza è che la giustizia possa fare il suo corso, garantendo che i responsabili di questi crimini siano puniti e che le istituzioni locali possano ritrovare la loro integrità.