Dopo quasi trent’anni di mancata manutenzione straordinaria, la Procura di Bari ha chiuso le indagini sullo stato critico degli uffici del giudice di pace, situati nel palazzo di viale Europa. Cinque persone sono ora indagate con l’accusa di frode nell’esecuzione del contratto: tra loro compaiono manager e dirigenti legati a Unicredit Leasing e Amec Immobiliare, società coinvolte nella gestione dell’immobile.
Le condizioni della struttura, già note da tempo per la loro gravità, sono tornate alla ribalta lo scorso 27 marzo, quando un nuovo episodio di infiltrazioni d’acqua ha reso inagibili tre uffici. Non si tratta di un caso isolato: piogge e cedimenti strutturali sono segnalati da anni, senza che siano mai stati eseguiti gli interventi necessari.
Le indagini, coordinate dal procuratore Roberto Rossi, fanno luce su un lungo periodo di negligenza nella gestione dell’immobile, in affitto prima al Comune di Bari e successivamente al ministero della Giustizia. Secondo gli inquirenti, i soggetti coinvolti avrebbero omesso sistematicamente la manutenzione, pur in presenza di contratti che ne prevedevano l’esecuzione.
I cinque indagati, per cui si profila ora un rinvio a giudizio, sono:
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Mario Agostini, amministratore delegato di Unicredit Leasing, la società proprietaria dell’immobile;
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Laura Corrado, ex amministratrice unica di Amec Immobiliare;
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Paolo Scifo, attuale amministratore della stessa società;
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Guido Torelli e Angelo Schiano, già consiglieri di amministrazione di Amec.
Lo scorso luglio nei loro confronti sono state eseguite perquisizioni finalizzate alla raccolta di documentazione utile a ricostruire i flussi contrattuali e la gestione degli interventi manutentivi mai realizzati.
Il caso ha sollevato forti critiche da parte degli operatori del settore giustizia, costretti a lavorare in ambienti degradati, con infiltrazioni, problemi di riscaldamento e accessibilità compromessa. In diverse occasioni, alcuni uffici sono stati temporaneamente chiusi per motivi di sicurezza, con ricadute dirette sull’attività giudiziaria.
La chiusura delle indagini da parte della Procura rappresenta un passo cruciale verso l’accertamento delle responsabilità. Ora si attende la valutazione del giudice per l’udienza preliminare, che dovrà decidere sull’eventuale rinvio a giudizio.