Torre Guaceto dice addio all’ex base dell’aeronautica

Finanziato il progetto Repair: demolizione delle strutture militari e ripristino del sistema dunale a Punta Penna Grossa

La riserva naturale di Torre Guaceto si prepara a voltare pagina. L’area di Punta Penna Grossa, per decenni segnata dalla presenza di un distaccamento dell’Aeronautica militare, sarà oggetto di un intervento radicale di rinaturalizzazione. Il Consorzio di Gestione ha infatti ottenuto il finanziamento per il progetto “Repair”, un piano che punta a eliminare definitivamente le infrastrutture dismesse e a restituire continuità ecologica a uno dei tratti costieri più delicati del litorale adriatico pugliese.

Il progetto ha raggiunto il punteggio più alto tra le proposte esaminate nell’ambito del bando di riferimento, confermando la solidità tecnica e ambientale dell’iniziativa. L’obiettivo principale consiste nell’abbattimento dell’ex postazione militare costruita negli anni Settanta, una struttura che nel tempo aveva inciso in maniera significativa sull’equilibrio naturale dell’area costiera.

La rimozione delle infrastrutture rappresenterà il primo passo verso la ricostruzione del cordone dunale, elemento essenziale per la protezione della costa e per la conservazione della biodiversità. Una volta liberata l’area dalle opere artificiali, si procederà con interventi mirati di ripristino morfologico, finalizzati a ricreare le condizioni naturali antecedenti alla costruzione del distaccamento.

Particolare attenzione verrà dedicata alla vegetazione tipica delle dune mediterranee. Il piano prevede la piantumazione di ginepri e di altre specie autoctone, fondamentali per stabilizzare la sabbia e favorire la ricostituzione dell’habitat originario. Il rafforzamento della copertura vegetale sarà determinante per contrastare l’erosione costiera e restituire continuità al paesaggio naturale della riserva.

L’intervento assume un valore strategico anche sotto il profilo faunistico. Torre Guaceto rappresenta infatti un’area di rilevanza internazionale per la tutela della biodiversità, e negli ultimi anni ha ospitato sempre più frequentemente le nidificazioni della tartaruga marina Caretta caretta. La presenza di strutture e superfici artificiali lungo la fascia costiera aveva ridotto la qualità degli spazi disponibili per la deposizione delle uova. Il recupero della naturalità della spiaggia contribuirà a garantire condizioni più idonee e sicure per la riproduzione della specie protetta.

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