Il futuro dello stadio San Nicola di Bari si sta delineando attraverso una nuova proposta di gestione che punta a coniugare sostenibilità economica e valorizzazione del patrimonio pubblico. Il Comune ha definito una concessione quinquennale caratterizzata da un canone modulato in base ai risultati sportivi della squadra cittadina, introducendo un meccanismo innovativo rispetto al passato.
Il provvedimento, già approvato dalla Giunta, è stato oggetto di approfondimento durante una seduta congiunta delle Commissioni consiliari competenti per Sport e Bilancio. Nel corso dell’incontro, tenutosi presso Palazzo della Città, sono intervenuti il capo di gabinetto del sindaco Vito Leccese, Nicola Dentamaro, e la dirigente della ripartizione Culture, Luciana Cazzolla, che hanno illustrato i dettagli della delibera.
L’obiettivo dell’amministrazione è rispettare le tempistiche per il nuovo affidamento, considerando che l’attuale concessione, affidata alla Ssc Bari, terminerà alla fine di maggio. Il passaggio in Consiglio comunale è previsto per il 26 marzo, data chiave per l’avvio del nuovo iter.
Dal punto di vista economico, il valore complessivo della concessione è stato stimato in circa 8,1 milioni di euro. Una delle principali novità riguarda il sistema di canoni, elaborato attraverso un confronto con modelli adottati in altre città italiane. La quota base per l’utilizzo sportivo dell’impianto è stata fissata a 110mila euro annui, mentre per eventi extra sportivi, come i concerti, il costo previsto è di 60mila euro per singola manifestazione.
Il meccanismo introduce però una significativa variabilità. In caso di retrocessione del Bari in Serie C, il canone sportivo si ridurrebbe a 60mila euro, alleggerendo il peso economico per il gestore. Al contrario, un eventuale approdo in Serie A comporterebbe un incremento fino a 660mila euro, adeguando i costi al maggiore valore commerciale e mediatico della categoria.
Anche per gli eventi è prevista una flessibilità: dal quinto concerto organizzato nello stesso anno solare, il canone potrà essere ridotto o completamente azzerato, con l’obiettivo di incentivare l’utilizzo dell’impianto per iniziative culturali e di intrattenimento.
Sul piano politico, la maggioranza si è mostrata favorevole all’approvazione del provvedimento, considerato un passo strategico per rendere lo stadio più attrattivo e funzionale. Tuttavia, non sono mancate osservazioni da parte delle opposizioni. Tra i punti critici evidenziati emerge la durata della concessione, ritenuta troppo breve, con il rischio di limitare l’interesse da parte di potenziali investitori.
Ulteriori perplessità riguardano alcuni aspetti della delibera, come la mancanza di riferimenti dettagliati all’antistadio e ai requisiti richiesti per partecipare al bando. Secondo i rappresentanti dell’opposizione, criteri più chiari e meno restrittivi potrebbero favorire una maggiore partecipazione e competitività.
Parallelamente, durante la stessa audizione, è stato affrontato anche il tema dello stadio del Nuoto. Il Comune ha confermato l’intenzione di aumentare il contributo economico per la gestione dell’impianto, dopo che una precedente gara era andata deserta. Il nuovo bando sarà accompagnato da obblighi specifici per il concessionario, tra cui l’accesso gratuito per scuole e categorie fragili, oltre all’applicazione di tariffe calmierate.
La situazione dell’impianto natatorio resta complessa, anche a seguito di recenti criticità che avevano portato a un’interruzione temporanea delle attività. Tale scenario è stato risolto grazie a un confronto diretto con il sindaco, evitando la chiusura e garantendo la continuità del servizio.
Nel complesso, il nuovo modello di gestione degli impianti sportivi cittadini punta a un equilibrio tra sostenibilità economica, inclusione sociale e valorizzazione delle strutture, segnando un passaggio significativo nelle politiche sportive del capoluogo pugliese.