Una violenta sommossa si è verificata nel tardo pomeriggio di domenica 9 marzo all’interno del carcere minorile di Bari, con il ferimento di tre agenti della polizia penitenziaria. L’episodio ha richiesto un immediato intervento delle forze dell’ordine, mentre un tratto di via Giulio Petroni è stato temporaneamente chiuso al traffico per motivi di sicurezza.
Secondo le prime ricostruzioni, alcuni detenuti avrebbero aggredito fisicamente gli agenti, colpendoli con calci e pugni. Durante gli scontri sarebbero stati anche danneggiati mobili e apparecchiature presenti nella struttura. Gli agenti feriti sono stati soccorsi e trasportati al pronto soccorso, mentre all’interno del penitenziario sarebbero rimasti detenuti asserragliati in una sezione.
L’episodio ha suscitato ferme reazioni da parte dei sindacati di categoria. Mimmo Mastrulli, segretario generale nazionale del Cosp e presidente del Conaippe, ha chiesto l’intervento immediato del Gruppo Intervento Operativo (Gio), sottolineando come la situazione nel carcere minorile di Bari sia ormai fuori controllo e richieda un cambiamento nei vertici.
Anche Federico Pilagatti, rappresentante del sindacato Sappe, ha denunciato la gravità della situazione, ribadendo la necessità di misure urgenti per garantire la sicurezza del personale penitenziario. Sulla stessa linea Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria (Spp), il quale ha evidenziato come le rivolte nelle carceri minorili italiane siano ormai un problema quotidiano, non più un’eccezione.